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Eritrei sopravvissuti presentano domanda di asilo
Sono stati tutti trasferiti da Lampedusa i cinque eritrei giunti giovedì a largo dell’isola dopo essere sopravvissuti a un naufragio durato oltre tre settimane che avrebbe provocato la morte di altri 73 passeggeri del gommone salpato dalle coste libiche in direzione dell’Italia. Lo riferiscono alla MISNA fonti contattate a Lampedusa, le quali precisano che tra sabato e domenica i cinque sono stati trasferiti in zone differenti della Sicilia: due (un uomo e una donna che versavano in condizioni di salute precarie) si trovano ricoverate in ospedale a Palermo, uno nel centro accoglienza di Caltanissetta e altri due (entrambi minorenni) trasferiti in centri di accoglienza per minori a Porto Empedocle. L’ufficio centrale per l’Italia dell’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati (Acnur/Unhcr), raggiunto telefonicamente a Roma dalla MISNA, ha inoltre confermato che i cinque eritrei hanno già presentato domanda d’asilo, evidenziando come, una volta ottenute le necessarie e formali conferme alla nazionalità eritrea, la probabilità che ottengano lo status di rifugiato sono molto alte. L’ottenimento dell’asilo porterebbe anche all’archiviazione (sospensione, secondo altri) automatica del procedimento giudiziario per il reato di “immigrazione clandestina” (previsto dalla nuova controversa legge nota come ‘Pacchetto Sicurezza’) aperto stamani nei loro confronti dalla procura di Agrigento e definito “un atto dovuto” dal procuratore agrigentino Renato di Natale. Intanto la Procura siciliana ha confermato di aver ricevuto oggi dalla guardia di finanza e dalla polizia le prime informative sulla vicenda del gommone rimasto per oltre venti giorni alla deriva nel Canale di Sicilia. I magistrati hanno aperto un’inchiesta per favoreggiamento dell’immigrazione clandestina e omicidio colposo plurimo. L’indagine è ancora a carico di ignoti. Gli inquirenti, secondo l’agenzia di stampa italiana ‘Ansa’, starebbero inoltre valutando la condotta della forze armate maltesi che avrebbero incrociato il gommone e, secondo i superstiti, dato agli eritrei il carburante per proseguire la traversata. A carico delle autorità de La Valletta - tenute, secondo il codice internazionale della navigazione, a prestare soccorso a chi si trova in difficoltà in mare - potrebbe ipotizzarsi il reato di omissione di soccorso e sulla stampa è stata ventilata anche l’ipotesi di una “rogatoria internazionale con Malta”.[MZ]
[ lunedì 24 agosto 2009 ]
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