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Grecia - Notizie dal No border Camp di Lesbo
Sciopero della fame dei minorenni al centro di detenzione di Pagani (Mitilene, Lesbo)
Dal 18 agosto 2009, 160 minori non accompagnati detenuti nel centro di detenzione di Pagani sono entrati in sciopero della fame per chiedere la propria immediata scarcerazione. Sono rinchiusi tutti nella stessa stanza, dividendosi un unico gabinetto. Moltissimi sono costretti a dormire sul pavimento perché mancano i letti. Alcuni minori hanno solo otto o nove anni. 50 di loro sono in detenzione da più di due mesi, tutti gli altri sono a Pagani già da molte settimane. La detenzione dei minori, secondo la legge greca, sarebbe illegale.
Il 25 agosto 150 persone che facevano capo a un movimento locale di solidarietà, e ad alcuni gruppi antirazzisti che si trovano a Lesbo per preparare il Noborder Camp, sono arrivati davanti al centro di detenzione per portare la loro solidarietà e supportare la richiesta di liberazione immediata dei minorenni. Al loro arrivo i detenuti hanno cominciato ad urlare: “Libertà! Libertà!” e lo stesso grido si è levato dai manifestanti.
All’esterno sono stati letti dei messaggi in inglese e in farsi, mentre dall’interno i migranti hanno fatto arrivare delle lettere con le loro richieste rispetto alla propria condizione.
Tutti i partecipanti alla manifestazione erano profondamente sconvolti dalle inenarrabili condizioni del centro di Pagani. Abbiamo appreso di un tredicenne rinchiuso lì dentro che è gravemente malato e che avrebbe già da due giorni urgente bisogno di cure mediche. Nessuna delle autorità preposte ha invece fatto nulla. Solo quando noi stessi abbiamo chiamato l’ambulanza è stato possibile trasferire questo giovane ragazzino in ospedale. Abbiamo anche saputo di una donna incinta che versa in gravi condizioni di salute. Lei ha invece dovuto rifiutare di farsi trasferire in ospedale perché non ha voluto lasciare soli gli altri suoi piccoli bambini anch’essi rinchiusi nel centro di Pagani.
Ci siamo lasciati con la promessa di tornare presto e di diffondere dappertutto, nel frattempo, più informazioni possibili su questi palesi casi di violazione dei diritti umani, e di confrontarci con coloro i quali hanno la responsabilità di queste gravissime mancanze nella tutela e nella presa in carico dei minorenni.
Una delle lettere che abbiamo ricevuto diceva:
Stiamo affrontando un periodo molto duro in questa che è la peggiore delle prigioni al mondo, è da più di tre mesi che viviamo questa orribile situazione senza nessuno che ci supporti tranne voi. La polizia su rifiuta di spiegarci la nostra brutta situazione in questa brutta prigione. Siamo più di mille prigionieri: donne, ragazzi, e anche tantissimi bambini. In conclusione noi vi preghiamo di fare tutto quello che potete. Vi aspettiamo con grande speranza, abbiamo bisogno della nostra libertà e dei nostri diritti
con i migliori auguri,
i prigionieri.
Comunicato del No border Camp di Lesbo
[ giovedì 27 agosto 2009 ]
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