Quante richieste di asilo riceve ogni Paese UE? E quanto costa gestirle all’Italia, alla Germania, alla Spagna? Di questi costi, quali potrebbero essere spartiti fra i Paesi, e quali condivisi a livello UE?
Il 22 febbraio il Parlamento ha pubblicato uno studio su "quale sistema di ripartizione dell’onere tra gli stati membri per l’accoglienza dei rifugiati politici?", che cerca di dare risposta alle domande.
Una richiesta d’asilo ogni 2.200 abitanti
Al contrario di quello che si pensa, le richieste di asilo in Europa non sono un numero insormontabile. Nel 2007 l’Europa ha accolto solamente il 14% dei rifugiati nel mondo, con meno di una richiesta ogni 2.200 abitanti dell’Unione. E solo il 12% degli immigrati in Europa sono rifugiati.
Da qui la conclusione che la condivisione delle responsabilità a livello europeo è fattibile e logica in termini economici. Lo studio evidenzia anche l’ineguale distribuzione della pressione e dei costi tra i vari Stati membri: "cooperazione e armonizzazione" non bastano a riequilibrare la situazione, e le compensazioni finanziarie dovrebbero essere maggiori per fare la differenza.
Trasferimento dei rifugiati o compensazioni?
Lo studio individua tre opzioni per la condivisione delle responsabilità a livello europeo:
Maggiore cooperazione e armonizzazione (per esempio tentando di rendere i costi per richiesta uniformi in tutta Europa)
Compensazione finanziaria (una somma fissa per richiesta, o un fondo comune)
Il trasferimento fisico dei rifugiati politici
Un meccanismo vincolante
Per il Parlamento la solidarietà tra Stati andrebbe garantita con un sistema di strumenti obbligatori, per assistere i Paesi che ricevono il maggior numero di richieste.
Nella prima lettura del "pacchetto asilo", conclusa a maggio 2009, il Parlamento ha adottato una serie di emendamenti volti a accentuare la solidarietà tra Stati, con l’ l’obiettivo di creare un meccanismo vincolante entro il 2012. Proprio questo punto sembra essere la ’patata bollente’ che blocca il pacchetto al Consiglio.
Pacchetto bloccato da alcuni Governi
L’assemblea, che con il Trattato di Lisbona ha acquisito maggiori poteri in materia di asilo, continua a fare pressione sui Governi: "è arrivato il momento di unire le forze e dare vita al pacchetto, per ragioni di moralità, di coerenza e per un europeismo democratico" chiede il socialista spagnolo Antonio Masip.
"Solidarietà" invoca anche Simon Busuttil, popolare maltese, avvisando però: "la solidarietà volontaria è una chimera, serve una soluzione vincolate. Perché alcuni Paesi non hanno nessun’intenzione di prestare aiuto".
Durante l’audizione di gennaio per la sua designazione come Commissario agli Affari interni, la svedese Cecilia Malmström, rispondendo a una domanda del leghista Borghezio, ha però messo un freno: "ogni Paese deve assumersi le proprie responsabilità", ma "non è possibile forzare gli Stati membri" alla solidarietà.