Il suo leader inquieta, ma le sue idee si radicano nel cuore della società francese. Un anno e mezzo dopo lo choc del 21 aprile, il Front National resta una forza politica rilevante, tanto per il suo potenziale elettorale che per l’influenza che continua ad esercitare - apertamente o surrettiziamente - sul dibattito pubblico. Realizzato per la sedicesima volta in venti anni, lo studio dell’istituto Tns-Sofres per Le Monde e Rtl su «l’immagine del Front National nell’opinione pubblica» conferma una presenza stabile e normale del partito di estrema destra nella vita politica: un po’ meno di un cittadino su quattro (il 22%) si dichiara «del tutto» o «abbastanza d’accordo» con le idee di Jean-Marie Le Pend mentre il 75% se ne dice ostile.
Questo livello di adesione testimonia, certamente, di un arretramento rispetto alla primavera del 2002 che aveva visto il capo del Fn ottenere il 16, 86% dei suffragi al primo turno delle elezioni presidenziali: allora, alla stessa domanda, il 28% degli interpellati rispondeva esprimendo il proprio accordo (contro il 71%) con le tesi di Le Pen. Ma è comunque a un livello elevato, superiore a quanto raggiunto nel 1999 (11% contro l’86%) o nel 2000 (17% contro 80) segno che l’elezione del 2002 non è stata sufficiente a provocare un effetto di contrasto sull’elettorato tale da impedire la progressione delle sue idee.
"Valori tradizionali"
Di fatto, i francesi non sembrano maggioritari nel giudicare «inaccettabili» le posizioni difese dal leader dell’estrema destra: solo il 42% esprime questo orientamento (contro il 41% dell’anno scorso), la stessa quota le considera «eccessive» e il 13% le trova «giuste». L’inchiesta di Tns-Sofres conferma il ruolo particolare del Fn nell’opinione pubblica francese poiché allo stesso tempo il partito di Le Pen rappresenta «un pericolo per la democrazia» per il 70% dei francesi (contro il 26 che ritiene che non lo sia mentre il 4% non esprime alcuna opinione); e il 68% di loro considera, a quattro mesi dalle elezioni regionali, che sarebbe «inammissibile» o «scioccante» che uno dei suoi eletti acceda alla presidenza della propria regione, mentre il 28% ritiene questa prospettiva «accettabile» o «auspicabile» (4%).
Tra le tematiche principali del Fn, quelle che suscitano l’approvazione più importante sono, come nel 2002, «la difesa dei valori tradizionali» (34%) e «la sicurezza e la giustizia» (28%). Ma su questo secondo argomento si evidenzia un riflusso importante: l’anno scorso, era il 40% a esprimere approvazione per il discorso razzista di Le Pen, che oggi, l’attivismo di Nicolas Sarkozy al ministero dell’interno, ha senza dubbio contribuito a svuotare di sostanza. Se il 53% degli interpellati auspica che la polizia abbia «più poteri», si tratta di un numero minore di quello del 2002 (76%). Malgrado resti elevata, l’adesione alle tesi del Fn sugli «immigrati» (23%) si stabilizza al suo livello più basso dal 1985.
E’ anche vero però che il 59% delle persone interrogate dal sondaggio considerano che «ci sono troppi immigrati in Francia». Visto che questa idea non è attribuibile direttamente all’estrema destra, l’inchiesta permette di verificare che la sua penetrazione nell’opinione pubblica supera di gran lunga i limiti del voto estremista: essa è condivisa dal 100% dei sostenitori del Fn, ma anche dal 67% dei simpatizzanti dell’Ump, dal 64% di quelli dell’Udf, dal 55% del Pcf e dal 47% del Partito socialista.
Allo stesso tempo, l’insufficienza della difesa dei «valori tradizionali» è avvertita dal 70% dei francesi, ed è maggioritaria in tutte le classi di età e nelle categorie professionali (salvo che nei quadri, 47%) così come tra i simpatizzanti di tutte le tendenze politiche (90% del Fn, 84% dell’Ump, 68% dell’Udf, 67% del Pcf, 62% del Ps). Infine, il 44% ritiene che «in Francia non si sente più a casa propria» (contro il 54%) e il 40% che «bisognerebbe ristabilire la pena di morte» (contro il 58%), auspicio che comunque raccoglie un’ampia maggioranza solo in seno ai sostenitori del Fn (84%) mentre quelli dell’Ump sono divisi (44% contro il 54).
"Preferenza nazionale"
L’edizione 2003 del sondaggio conferma il successo del Fn presso i propri "clienti" tradizionali. La proporzione dei francesi in accordo con le sue idee sale molto al di sopra della media nazionale tra gli operai, i commercianti, gli artigiani, i dirigenti di impresa (32%) e tra coloro privi di un diploma (34%). Le opzioni di Le Pen in materia di sicurezza sono approvate dal 42% dei commercianti e artigiani e dal 34% degli operai. L’inchiesta dimostra anche la permeabilità alle idee del Fn nell’elettorato della destra classica: il 23% dei simpatizzanti dell’Ump esprime il proprio accordo con il suo discorso in generale, ma l’adesione sale al 48% sulla «difesa dei valori», al 34% sulla sicurezza, al 27% sull’immigrazione. E solo il 60% dei sostenitori della maggioranza giudicano il Fn «pericoloso» (cioè dieci punti in meno della media dei francesi).
L’esame delle cifre mostra una novità: per la prima volta, i più giovani non formano più un serbatoio di oppositori risoluti al Fn. Il 22% della fascia d’età compresa tra i 18 e i 24 anni approva l’insieme delle sue idee (19% nel 2002); il 34% aderisce alle sue proposte sulla sicurezza; il 19% ha un’opinione positiva di Le Pen (2 punti in più dell’insieme degli interpellati). Più preoccupante ancora: il 27% tra coloro che hanno tra i 18 e i 24 anni ritiene che «bisogna dare la priorità ai francesi» nell’attribuzione dei posti di lavoro e il 28% nell’erogazione delle prestazioni sociali. Un anno e mezzo dopo il 21 aprile, questa adesione al tema della «preferenza nazionale» sembra assicurare all’estrema destra una presenza persistente.