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Bari - La libertà si conquista

In sei riescono a fuggire, feriti tra i trattenuti e le forze dell’ordine

Rivolta al Cie di Bari

La libertà si conquista.

Nella torrida estate dei Centri di Identificazione ed Espulsione italiani si svelano, come ogni anno, le condizioni di carcerazione ed i soprusi cui sono costretti i migranti in Italia.

E, così, dopo le rivolte nei Cie di Gradisca, Vulpitta, Brunelleschi, Corelli anche al quartiere San Paolo di Bari esplode la rabbia e la voglia di libertà.

Questa notte, a seguito della protesta contro le espulsioni e le condizioni di vita giornaliere all’interno del Centro, i migranti rinchiusi hanno manifestato nell’unico modo possibile le loro condizioni di disagio e la loro rabbia. A fronte delle espulsioni (imminenti o differite) la soluzione praticabile e praticata è stata quella di tentare la fuga. A fronte di chi vuole braccia, ma si ritrova esseri umani la soluzione praticabile è stata la rivolta.

In molti, questa notte sono riusciti a fuggire. Sembrano almeno sei i reclusi del Cie di Bari ad essere riusciti a fuggire a seguito della mobilitazione massiva dell’ultima notte.

Altri si sono arroccati sui tetti o hanno contribuito alla fuga facendo esplodere la loro rabbia.

La situazione nel Cie di Bari fa da contraltare a quella del Centro di Accoglienza per Richiedenti Asilo del non lontano quartiere di Bari Palese.

Anche all’interno del Cara, infatti, sono giorni che i migranti protestano con scioperi della fame, atti di autolesionismo e tentativi di suicidio.

Di fronte a questo enorme disagio, tuttavia, le risposte istituzionali sono esclusivamente repressive o ghettizzanti. Non un piano di accoglienza nazionale, regionale o locale riguarda i migranti che, nuovamente, tornano a sbarcare sulle coste pugliesi; non un servizio sociale messo a disposizione degli stessi, siano essi richiedenti asilo o espellendi.

E tutto questo si associa alle uniche forma di intervento pubblico in questo ambito: reclusione nei Cie e ghettizzazione nel Cara, il tutto quanto più possibile lontano dagli occhi dei “cittadini”.

E’ dalla loro istituzione, con la Legge Turco Napolitano del 1998, che ci battiamo affinchè i Cie vengano chiusi ed affinchè i richiedenti asilo possano vedere vagliate le loro istanze di protezione senza dovere aspettare tempi indefiniti che li portano, realmente, a perdere il senno. Sono anni, ormai, che ci battiamo affinchè alla parola “accoglienza” seguano politiche degne di tale nome e non meccanismi di potere appaltati a privati e/o al terzo settore, se non ai militari; sono anni che chiediamo politiche abitative e sociali, politiche per la prima e la seconda accoglienza. Allo stato attuale, nonostante i governi nazionali e regionali che cambiano, nulla è stato realmente fatto e le parole si svuotano di senso, servono solo a velare la tragedia quotidiana di migliaia e migliaia di persone.

A seguito delle nuove normative volute dal Ministro Maroni ed al prolungamento della reclusione nei Cie sino a 6 mesi le condizioni minimi vitali all’interno di questi non/luoghi sono, però, addirittura peggiorate.

Ma sulla sofferenza la politica istituzionale, nei fatti, tace.

Tace sui cittadini stranieri coinvolti nei fatti di Rosarno e poi rinchiusi nel Cie di Bari, tace sui richiedenti asilo e sui tempi del vaglio delle loro richieste, tace sul diritto all’abitare in maniera dignitosa, tace sui servizi sanitari e sociali di ogni tipo, tace sulle risposte da dare agli sbarchi.

A Bari le uniche risposte reali sembrano essere arrivate dalle occupazioni di stabili in città e dalla caparbia dei movimenti sociali. Oltre che dalle rivolte e dalle manifestazioni di protesta all’interno di Cie e Cara, comunque sempre presenti nel panorama della geografia del conflitto sociale in Italia.

E, da queste rivolte, da questa indignazione che si rende visibile e si svela la condizione di inumanità in cui si vorrebbero rinchiudere le persone straniere; da queste rivolte arriva un grido di dignità per tutti: la libertà si conquista.

Rete Antirazzista di Bari

[ venerdì 30 luglio 2010 ]

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