E’ uscita l’annunciata legge regionale sull’immigrazione.
Le speranze sono che la legge possa dare risposta ai tanti problemi che esistono in questo territorio, tra i quali sicuramente la presenza di due Cpt, quello di
via Mattei a Bologna e il
S.Anna di Modena.
Tratto dal sito emiliaromagnasociale.it
Bologna - Il Consiglio regionale ha approvato questo pomeriggio la nuova legge sull’immigrazione. Si tratta della prima legge di stampo federalista sul tema dell’immigrazione affrontata da una Regione dopo la riforma del Titolo V della Costituzione. La nuova normativa facilita l’accesso ai servizi già esistenti in un contesto universalistico e sposta l’attenzione dai problemi dei nuovi arrivi per occuparsi dei cittadini immigrati che già risiedono in Emilia-Romagna, circa il 6 per cento della popolazione, o abbiano chiesto di poter vivere e lavorare in regione.
Le dichiarazioni del presidente Errani e dell’assessore Borghi
"Sono soddisfatto, perché penso si tratti di una legge utile, che guarda avanti verso una società aperta al dialogo sociale ed allo scambio culturale". Così il presidente Vasco Errani ha commentato l’approvazione della nuova Legge. "La nostra legge - continua il presidente - si inserisce positivamente in un insieme di politiche che vogliono dare ai cittadini risposte concrete, delineare in modo equilibrato una prospettiva positiva per l’Emilia-Romagna, migliorare la qualità del nostro vivere civile". "Per questo - afferma Errani - abbiamo lavorato per superare dispute ideologiche e drammatizzazioni, guardando ai diritti e doveri dei 230 mila cittadini immigrati della nostra regione in termini di lavoro, casa, formazione, politiche di integrazione: sul modello delle indicazioni provenienti dall’Unione europea. Non a caso, il tema dell’immigrazione è un punto qualificante del nostro Patto per la qualità dello sviluppo, recentemente siglato con l’apporto di tutta la comunità regionale".
"Una legge che era necessaria - ha affermato l’assessore regionale all’Immigrazione, Gianluca Borghi - per sostenere l’integrazione nell’interesse di tutti i cittadini dell’Emilia-Romagna, perché questi sono temi che riguardano l’intera comunità, per giungere ad una piena integrazione con uguali doveri e diritti".
La soddisfazione delle organizzazioni sindacali
Anche i sindacati esprimono soddisfazione per l’approvazione della nuova legge. “Siamo riusciti ad ottenere – si legge in un comunicato congiunto di Cgil, Cisl e Uil – l’affermazione e l’articolazione dei diritti degli immigrati per quanto riguarda la formazione professionale, la sanità e l’assistenza, materie di competenza della Regione, rendendo gli stessi operativi ed esigibili, non solo agli stranieri regolarmente soggiornanti o risiedenti nella nostra Regione, ma anche ai rifugiati politici, a coloro che chiedono asilo, e con un’attenzione particolare, agli immigrati costretti ad una condizione d’irregolarità”.
La nuova legge, prevede, tra l’altro, la promozione di agenzie per la casa per favorire l’incontro tra domanda e offerta, alloggi sociali, centri di prima accoglienza; programmi di istruzione e formazione professionale nei Paesi di origine dei flussi migratori;Contributi per spese alle Province ed al Terzo settore su interventi di integrazione sociale, quali ad esempio sportelli informativi, corsi di lingua, centri ed iniziative interculturali.