E’ stata una giornata straordinaria quella di sabato 27 marzo che ha portato centinaia di cittadini immigrati e associazioni a mobilitarsi, attraverso una piattaforma unica, in diverse città italiane del nord ma non solo.
E’ sempre stata dura la vita del migrante ma ora, con la legge Bossi-Fini a pieno ritmo, ha assunto aspetti drammatici e disastrosi. Mesi di attesa per un permesso di soggiorno, il che vuol dire niente tessera sanitaria e niente viaggi a casa per trovare i propri cari, code infinite di giorno e di notte davanti alle questure, dinieghi legati a fatti accaduti 10 anni fa, permessi che durano il tempo del contratto a termine, vale a dire pochi mesi. Il personale di questure e uffici del lavoro è al collasso ma il governo eroga finanziamenti solo per costruire nuovi centri di detenzione o per imbarcare i migranti espulsi sugli aerei.
Comunità di immigrati e associazioni hanno promosso contemporaneamente iniziative da Gorizia a Torino, passando per Treviso, Monfalcone e Venezia, da Verona a Brescia e Bergamo ma anche a Bologna, Livorno e Catania.
Diverse le realtà che si sono messe in rete per sostenere, rivendicare dei punti in comune e dare più forza alle richieste di diritti e dignità per tutti.
Presidi, cortei, incontri con i rappresentanti delle questure per chiedere risposte concrete su tutti i temi inerenti il permesso di soggiorno, come per esempio tempi brevi per il rinnovo, la durata non deve essere inferiore ad un anno, ecc.
Vi proponiamo il resoconto delle iniziative dalle diverse città trasmette da Global Radio
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