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Rimini - Unite nella diversità

Intervista a Leonina Grossi, responsabile e coordinatrice dei Centri giovani del Comune di Rimini

Domanda: Unite nella diversità, nella ricorrenza della nascita dell’Unione europea il 9 di maggio, avete organizzato insieme ad alcune Assocciazioni di immigrati, al Comune e al centro giovani di S.Giustina ecc. un evento che voleva essere un momento di riflessione sulla condizione delle donne, con una attenzione particolare per le Donne immigrate che “guardano” all’Europa. Come vede lei l’Europa che dal 1 di maggio si è “allargata” a 10 nuovi membri?
Risposta “Unite nella diversità” è un’iniziativa nata dalla voglia di aggregare e ottenere la partecipazione di tutti su un tema così delicato e attuale. Le attività sono state svariate e tutte coordinate insieme a dieci associazioni di donne, dalla Banca del tempo all’Ass. Esmeralda, dall’Ass. Todo Colors all’Ass. Etnos e tanti altri gruppi e realtà. L’idea è nata da una riflessione per vedere se l’Europa può divenire, oppure chiedere, che diventi un contenitore nel quale vengono elaborati e difesi i diritti delle donne, dal diritto al lavoro, al diritto della salute ecc.
L’Europa si è ampliata, è diventata un “contenitore” di 25 paesi ma secondo me tutte le leggi approvate nel Parlamento europeo devono essere ancora modellate e soprattutto devono essere ampliate al campo delle "Pari Opportunità" tutte e in particolare di quelle fra le donne. Questo perché non ci dobbiamo dimenticare che se da un lato la maggior parte dei Paesi europei ha delle leggi sulle Pari Opportunità sicuramente inferiori a quelle che ha l’Italia, dall’altro, ci dev’essere la volontà vera e non solo enunciata sulla carta, di permettere alle donne un accesso al lavoro più facile, per far si che non siano le più disoccupate in assoluto, per far si che non debbano essere costrette a lavori marginali o al lavoro nero, subordinate e discriminate rispetto al lavoro e ai ruoli maschili. Questo vale per le donne italiane e per tutte le donne del mondo non solo d’Europa.

D: Relativamente alle tematiche dell’accoglienza, dell’integrazione e del sostegno alle donne immigrate, quali attività, progetti e servizi sul territorio avete attivato?
R: Per un supporto alle donne immigrate e ai loro bambini ma anche per un discorso di valorizzazione delle diversità e di convivenza amicale, abbiamo attivato un “Kinder hime” multietnico. Il nostro “centro multietnico” è aperto due giorni alla settimana d’inverno perché i bambini vanno alla scuola materna o elementare e tutti i giorni per tre ore, dal lunedì al sabato d’estate.
È senza alcun dubbio un servizio minimale, perché tre ore giornaliere sono poche, ma sicuramente rappresentano un buon supporto per quelle donne che magari fanno un lavoro modesto, qualche volta la domestica o l’aiuto cuoca. Per queste donne o per queste famiglie a basso reddito, servizi come i centri estivi comunali o quelli privati, sarebbero sicuramente troppo cari in rapporto a quello che è il loro stipendio. Insieme a questo aspetto sicuramente rilevante, il progetto ha dato delle possibilità lavorative a tutte le donne immigrate sia come insegnanti di corsi o laboratori di cucina, sia come mediatrici culturali, educatrici, ecc.

D: La modalità della partecipazione attiva e del coinvolgimento diretto è, quindi, per voi un elemento molto importante?
R: Si è un aspetto importantissimo per tutti e soprattutto per due categorie, gli immigrati (soprattutto le donne immigrate) e i giovani. I nostri progetti infatti non nascono per fare arricchire esperti o consulenti ma vanno ad agire direttamente sulle categorie interessate in modo che dimostriamo, attraverso questa voglia di coinvolgerle ed anche attraverso la possibilità di un piccolo guadagno, la nostra disponibilità ad agire in prima persona per la loro occupabilità e per costruire insieme un paese fatto di pace e integrazione.

D:Tornando invece ad un aspetto più specifico come quello delle Politiche Giovanili, quali attività avete realizzato o pensate di realizzare sul tema dell’integrazione e della diversità (vedi azioni previste dal libro bianco della gioventù, come la lotta alla xenofobia e al razzismo ecc.)?
R: Per quanto riguarda il discorso delle politiche giovanili siamo da tempo attivi nell’ambito delle tematiche di lotta al razzismo e alla xenofobia, utilizzando quelli che possono essere gli strumenti che maggiormente avvicinano e coinvolgono i giovani. Infatti nelle nostre iniziative inseriamo sempre delle possibilità per gli immigrati, ad esempio nell’”Uno e Mezzo palo rock”, uno dei festival musicali più importanti della Provincia di Rimini per giovani band rockettare emergenti, inseriamo, proprio nella serata finale, gruppi etnici provenienti da tante parti del mondo. Questi eventi possono essere un momento per coinvolgere i giovani e diffondere la voglia di conoscere “l’altro da noi” diverso e uguale.

D: Infine che cosa ha raccolto dall’iniziativa del 9 di maggio “Unite nella diversità” che lei ha promosso e organizzato insieme alle associazioni di donne migranti?
R: E’ stato un momento importante di integrazione e di ricordo. Il 9 maggio è anche la festa della mamma, ma è stata una giornata dedicata a tutti e soprattutto a tutte quelle persone che vivono nelle nostre città arrivando da molto lontano. Uniti ci siamo sentiti cittadini di un’Europa nuova, aperta ed è proprio da un Europa così sentita e immaginata che le donne soprattutto si aspettano molto, delle leggi diverse a rispetto della loro persona, contro ogni forma di violenza e d’abuso, si aspettano leggi di tutela per quello che è il lavoro di cura e il lavoro domestico, si aspettano una difesa dei loro diritti in quanto lavoratrici, pensate a quante badanti o colf sono trattate come schiave e sottopagate.

[ venerdì 14 maggio 2004 ]

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