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19 giugno - Appello per la regolarizzazione dei lavoratori autonomi

Il 19 giugno in diverse città d’Italia si terranno manifestazioni contro la legge Bossi Fini e per il diritto d’asilo può essere l’occasione per presentare in altre prefetture d’Italia, oltre alle altre richieste, l’appello per la regolarizzazione dei lavoratori autonomi e cercare altre firmatari...

Al Presidente del Consiglio dei Ministri
Al Ministro dell’Interno
Alla Prefetto D’Ascenzo
(Capo Dipartimento Libertà Civili e Immigrazione Ministero dell’Interno)

Art. 4 Costituzione Italiana "La Repubblica riconosce a tutti i cittadini il diritto al lavoro e promuove le condizioni che rendano effettivo questo diritto…(omissis)" Art. 35 Costituzione Italiana "La Repubblica tutela il lavoro in tutte le sue forme ed applicazioni…(omissis)"

Ci rivolgiamo alle massime autorità Governative poiché il dramma che i migranti vivono in questi tempi, a quasi due anni dall’ultima possibilità di regolarizzazione, colpisce la nostra sensibilità umana, prima ancora di interessarci in quanto questione politica, sociale, o ideologica che sia.

Sicuri di un vostro interessamento nel merito con la presente riassumiamo quali sono le nostre speranze, richieste e preoccupazioni riguardanti un aspetto particolare della nuova L. 189/2002 (più nota come L. Bossi-Fini) in materia d’immigrazione e la procedura di regolarizzazione ad essa connessa.

Sappiamo che il già citato testo di legge ha concesso fino all’11 novembre 2002 una possibilità di regolarizzazione ai lavoratori subordinati escludendo pertanto oggettivamente chi svolgeva lavoro autonomo.

In termini pratici, ciò si è tradotto nel fatto che, in particolare nel Sud Italia (ma non solo) una larga fetta di cittadini, soprattutto Senegalesi, ma anche Ghanesi, Maghrebini, Cinesi, Pakistani, Indiani e di altre nazionalità che svolgono attività di lavoro autonomo (ambulanti, artigiani etc.) sono rimasti nella irregolarità oggettiva.

Ma in realtà si tratta di lavoratori in carne ed ossa che sono spesso già inseriti a pieno nel circuito della distribuzione delle merci in Italia o che prestano attività artigianale spesso particolare, tradizionale e/o carattersitica (si pensi agli artigiani del cuoio, dei tessuti, del legno etc.). Si tratta davvero di onesti e volenterosi lavoratori spesso presenti in Italia da lungo tempo, qualcuno di essi già dal Novembre 1998 (data dell’ultima sanatoria per lavoratori autonomi in Italia)!

Ora, vista la volontà di regolarizzazione che è stata espressa nel novembre 2002 per i lavoratori dipendenti e visto lo spirito di questa regolarizzazione, ossia di far emergere lavoro esistente non regolare sul territorio italiano, chiediamo, al fine di rendere compiuto l’intervento di emersione, l’estensione della regolarizzazione ai lavoratori autonomi. (ambulanti, commercianti, artigiani, professionisti, etc) che si iscrivano alla CCIAA e richiedano licenza amministrativa al comune di residenza, come almeno in parte avvenne con la precedente sanatoria del 1998.

Normativamente, in tal senso sarebbe possibile ricorrere allo strumento decretativo (Decreto Legge o Decreto Ministeriale) che preveda che, sulla base di una necessità di regolarizzazione di lavoratori autonomi presenti in Italia a partire dal novembre 1998, nell’ambito delle quote previste dai flussi d’ingresso per l’anno 2005, venga riservata una parte ai lavoratori autonomi già presenti sul territorio italiano.

Mons. Nogaro Vescovo di Caserta - Matteo Garrone - Leo Gullotta - Caparezza – Daniele Silvestri - Enzo Avitabile - Tony Tammaro.

[ mercoledì 9 giugno 2004 ]

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