leggi in: | english | français | español | srpsko | shqip | română | عربي | Ingrandisci i caratteri  Rimpicciolisci i caratteri  Versione per la stampa  segnala questo articolo
 

Diritto di asilo in alto mare

Intervista a G. Schiavone del Consorzio Italiano di Solidarietà

E’ possibile negare ad una nave battente bandiera tedesca (quindi dell’U.E.) l’ingresso nelle acque del Mediterraneo solo perché a bordo ci sono 37 rifugiati?

La vicenda della Cap Anamur riporta il dibattito sugli sbarchi in primo piano (ma non per tutti i media).

Abbiamo rivolto alcune domande a chi si occupa di diritto di asilo e confini da molto tempo: Gianfranco Schiamone dell’Ics – Consorzio italiano di solidarietà.

Domanda: Come commenti la presenza di questa nave nel Mediterraneo e il divieto del governo italiano di farla attraccare in un porto italiano?

Risposta: Innanzitutto credo che l’iniziativa di questa nave - di porsi nelle acque del Mediterraneo per monitorare la situazione - dopo anni nei quali i naufragi e gli sbarchi sulle coste siciliane venivano trattati quasi come se fossero le previsioni del tempo, è un’operazione molto giusta, soprattutto dal profilo etico.
Rispetto a quello che è avvenuto concretamente cioè le modalità con le quali le persone sono state salvate non abbiamo delle informazioni particolari da dare. Ma qualsiasi sia la versione dei fatti- mi riferisco ai dubbi avanzati dal governo italiano sul perché la nave ha atteso dei giorni prima di chiedere di arrivare sulle coste italiane, o al fatto che le persone sarebbero state tratte in salvo nelle acque maltesi quindi non si capisce per quale motivo non si siano diretti verso Malta, ecc), non deve offuscare in alcun modo un principio fondamentale: l’obbligo di soccorso nei confronti di queste persone.
Il rifiuto opposto ieri da parte del governo italiano all’approdo della nave a Porto Empedocle non è in alcun modo giustificabile, anche perché il rischio è che queste persone, ancora una volta, vengano fatte oggetto di un “rimpallamento” di responsabilità su a chi sostanzialmente tocca prenderle in carico e il governo sta esponendo in maniera molto forte la propria credibilità.

D: I pochissimi giornali che hanno trattato la notizia dicono che il governo italiano non vuole creare un “pericoloso precedente”.

R: Non riesco a comprendere di quale precedente si tratti, quale potrà mai essere.
Quello che solo la marina militare ha il diritto di pattugliare le coste e salvare le persone?
Forse evitare che vi siano organismi umanitari terzi che hanno sono in grado di poter vedere quello che succede realmente nelle acque del canale di Sicilia oltre ai mezzi militari?
Questo è forse un problema o dovrebbe viceversa essere salutato come un dato positivo?
Il precedente che non si vuole creare è forse quello che questa nave nel corso dell’estate potrebbe intercettare altre persone, salvare altre vite e porre quindi in rilievo ulteriormente il problema di questi profughi? Non si comprende quale sia il motivo, forse andrebbe chiesto al governo stesso che cosa intende per “pericoloso precedente”.

D: La presenza della Cap Anamur, secondo te, mette un po’ in crisi l’Europa fortezza e questo Mediterraneo che può essere considerato come un lago super monitorato e super militarizzato?

R: Sì, e a maggior ragione quindi non si comprende, su questo lago supermonitorato e supermilitarizzato, quale problema possa dare il fatto che un’organizzazione umanitaria storica come questa (nota fin dagli anni dei boat people vietnamiti), possa in qualche modo dare tutto questo fastidio. Inoltre non si comprende per quale motivo ci sia stata questa opposizione immediata a quello che di fatto sono le iniziative di questa organizzazione.
Le ultime notizie danno addirittura una ipotesi di blitz da parte della guardia di finanza sulla nave in acque extraterritoriali, almeno queste sono le ultime agenzie di stampa. Mi sembra che se questa cosa verrà tentata, sarà gravissima, evidentemente.

[ venerdì 2 luglio 2004 ]

TELE RADIO CITY s.c.s. Onlus - P.I. 00994500288 - Iscr. Albo Soc. Coop. n. A121522 | presentazione | contatti | web design HCE s.r.l. | server Ipse Digit s.c. | 2003-2010 creative commons |