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Ascolta l’intervista con Maria Silvia Olivieri [ MP3 - 782.4 Kb ]

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Cap Anamur - Continuano le adesioni all’appello di Ics e Carta

Intervista a Maria Silvia Olivieri (Consorzio italiano di solidarietà)

Continuano le mobilitazioni per l’accoglienza in Italia dei 37 profughi sudanesi da diversi giorni confinati a bordo della nave tedesca Cap Anamur, a cui il governo italiano vieta l’ingresso nelle acque nazionali.

L’appello lanciato dall’Ics (Consorzio Italiano di Solidarietà) è stato già raccolto e fatto proprio da numerose organizzazioni laiche e cattoliche, personalità del modo intellettuale, associazioni di immigrati, realtà del movimento, forze sociali e decine di parlamentari di Camera e Senato e del Parlamento Europeo.

Per sottoscrivere urgentemente l’appello, scrivete a migrazioni@icsitalia.org oppure a carta@carta.org, indicando il nome (dell’associazione e/o della persona singola), il luogo di residenza/domicilio e la motivazione dell’adesione

Abbiamo chiesto un aggiornamento a Maria Silvia Olivieri di Ics.

Domanda: Ci puoi fornire ulteriori elementi e aggiornamenti alle notizie che si susseguono sulla vicenda della nave tedesca?

Risposta: Gli aggiornamenti sono questi: il rifiuto di Malta e anche l’ostinato rifiuto delle autorità italiane di far attraccare la nave, tenendo conto che, come anche il comandante della Cap Anamur ha più volte ripetuto, il salvataggio delle 37 persone è avvenuto a 100 miglia dalle coste italiane piuttosto che a 180 miglia dalle coste maltesi. Per cui, secondo il diritto della navigazione, la competenza di accogliere, prima ancora che i potenziali richiedenti asilo, noi li chiamiamo così, le persone che fuggono, che cercano protezione, prima ancora che lo status di profughi, di naufraghi, spetterebbe alle autorità italiane, quindi l’attracco dovrebbe avvenire sulle coste italiane.
La nostra preoccupazione è sostanzialmente questa, perchè da un punto di vista di rifornimenti, di aiuti umanitari, ci sono tante organizzazioni che si stanno prodigando, che stanno portando generi alimentari e generi di prima necessità. Quello che però sta più a cuore è la possibilità che queste persone possano avere effettivamente protezione, cosa che al momento viene ancora negata.
Quello che stiamo facendo come Ics è cercare di lanciare un appello perchè la nave possa finalmente attraccare, ma anche lanciare un appello più generale per ricordare che in Italia deve essere tutelato e riconosciuto il diritto d’asilo. Lo facciamo in questi giorni in cui la Cap Anamur è in alto mare a largo delle nostre coste e lo facciamo proprio in questi giorni, alla vigilia della ripresa del dibattito parlamentare intorno ad una proprosta di legge sul diritto d’asilo.
Il 12 luglio alla Camera si riprenderà la discussione su una proposta di legge che noi auspichiamo possa finalmente essere approvata, una legge organica sul diritto d’asilo, e soprattutto auspichiamo che la proposta di legge possa essere effettivamente uno strumento di protezione e di tutela per quanti cercano protezione in Italia. Per questo c’è anche tutto un lavoro che come Ics e altre organizzazioni per la tutela del diritto d’asilo in Italia stiamo facendo per far sì che nella futura legge possano essere messi in atto degli strumenti di tutela effettivi.
Quindi no assolutamente al trasferimento dei richiedenti asilo in centri di identificazione che saranno, ne siamo sempre più convinti, sempre più simili a centri di permanenza temporanea. Possibilità per persone richiedenti asilo che non ottengono lo status di rifugiato di avere un diritto alla difesa, di ricorrere contro il diniego rimanendo sul territorio italiano. Molte volte, infatti, il diniego dato al richiedente asilo è un diniego basato su delle valutazioni personali, fatte da una persona che, in quanto tale, può incorrere in errori di valutazione.
Quindi la possibilità di dare effettivamente protezione, la possibilità che il legislatore finalmente possa emanare una legge che abbia come obiettivo la tutela della persona che cerca asilo in Italia e non tanto la salvaguardia delle frontiere, frontiere di una fortezza italiana all’interno della più grande fortezza europea".

[ venerdì 9 luglio 2004 ]

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