Direttiva del ministero. La Croce Rossa: rischio collasso!
Milano - Stop alle espulsioni. Gli irregolari dovranno essere accolti nei centri di accoglienza temporanea. E’ quanto dirà, giovedì mattina, la circolare del Viminale alle questure italiane, dopo la pubblicazione sulla gazzetta Ufficiale della sentenza della Consulta che ha cancellato due articoli della Bossi-Fini. Così i clandestini non potranno più essere imbarcati sugli aerei con destinazione Paesi di origine, ma dovranno essere accompagnati nel centro di accoglienza temporanea di via Corelli. Una direttiva che preoccupa non poco: si teme il collasso perché la struttura è già al massimo della capienza. «I nostri posti letto - spiega il commissario provinciale della Croce Rossa , Alberto Bruno, che gestisce del centro - sono 140 e 140 sono gli stranieri che li occupano. Quindi non abbiamo recettività. Con questo provvedimento aumenterà il giro degli immigrati nei vari centri di accoglienza italiani: dove ci saranno i posti, verranno accolti». Così la mancata approvazione da parte del Governo del decreto che doveva correggere le norme, rende impossibile rimpatriare gli irregolari e impedisce di far finire in carcere chi, nonostante sia stato trovato senza permesso di soggiorno, non abbia lasciato il territorio italiano.
«Se il numero degli ingressi dovesse aumentare rispetto alle previsioni - spiega Gabriele Messina, responsabile immigrazione dei Ds - bisognerà ragionare su soluzioni alternative. Forse potrebbe rendersi necessario il recupero di alloggi per ospitare gli extracomunitari che arriveranno senza averne i requisiti. Il rischio? Che le forze dell’ordine non fermino più nessuno, tanto non si può arrestare chi ha già avuto il decreto di espulsione. Quindi non si potrà espellere e non si potrà ospitare nei centri, perché al collasso. Di fatto, tutto questo è la dimostrazione del fallimento della legge Bossi-Fini. Vorrei anche aggiungere che il centro di via Corelli, che non è un carcere, dovrebbe essere aperto ai media, essere più trasparente».
Qualche settimana fa aveva espresso preoccupazione anche il prefetto Alessandro Pansa, responsabile del dipartimento Immigrazione del ministero dell’Interno. «L’analisi della presenza di clandestini - ha sottolineato - è stata effettuata attraverso un campione significativo come quello delle 700 mila domande di regolarizzazione e quello delle persone espulse negli ultimi anni. IL 15 per cento degli irregolari è entrato nel nostro paese superando i controlli ai varchi di frontiera, con documenti falsi o nascondendosi nei mezzi di trasporto. Il 10 per cento è arrivato via mare e il 75 per cento è rappresentato dagli overstayers, cioè da chi è rimasto anche oltre la scadenza del permesso».
Al centro di accoglienza temporanea di via Corelli c’erano già state tensioni un paio di mesi fa, con uno sciopero della fame per protestare contro le «espulsioni facili». E i commissariati e l’ufficio Immigrazione della questura erano già al collasso pur non avendo responsabilità oggettive: troppi permessi scaduti da rinnovare e cronica carenza di organici per far fronte all’esigenza.
«L’impotenza del Governo - dice Fulvio Colombo, della segreteria Cisl - è ormai consolidata. Non si risolve il problema con una direttiva che scarica sulle forze dell’ordine le responsabilità dei politici, con i cittadini che, ancora una volta, subiscono».