La Rete No Cpt di Bari indice un presidio
sabato 24 luglio 2004, alle ore 11,00
davanti al centro di permanenza temporanea
in costruzione al quartiere San Paolo di Bari.
L’appuntamento è in Viale Europa, parking tribunale/giudice di pace.
Comunicato:
In questi mesi la Rete ha incontrato le istituzioni, i cittadini del quartiere e ha manifestato, il 5 giugno, davanti alla Prefettura di Bari per denunciare la costruzione di questo ³mostro giuridico² a tutta la cittadinanza e per esprimere un no secco alla sua presenza sul nostro territorio.
Il cpt è un luogo che non ha altra funzione se non quella della reclusione e del trattenimento dei migranti, fino al loro rimpatrio; non è un centro di accoglienza, come si vuol far credere, è un luogo inaccessibile nel quale il migrante vive in condizione di totale isolamento dall¹esterno, spesso in condizioni anche materiali precarie e nel quale non è consentito l¹ingresso di nessun soggetto .
I migranti che vi sono rinchiusi spesso hanno subito lo sfruttamento in Italia, sulle strade, lavorando al nero, vivendo in case fatiscenti o per strada e nelle nostre stazioni.
A livello nazionale vengono tagliati i fondi per le politiche sociali e destinati, invece, milioni di euro alla costruzione e gestione di questi luoghi di sospensione del diritto.
Noi crediamo che ovunque in Italia i cpt debbano essere chiusi e che il centro in costruzione a Bari non debba essere aperto, neanche se fosse la migliore struttura possibile.
Crediamo che i diritti delle persone, migranti e cittadini, debbano essere garantiti ed affermati di fronte a qualunque forma di illegittima negazione.
La costruzione di questo centro, tra l¹altro in una zona della città sottoposta a vincolo paesaggistico (Lama Balice), è stata disposta senza che la cittadinanza, chi vive in questo territorio, abbia potuto effettuare alcuna scelta.
La città di Bari esprime altri bisogni; ha bisogno di una nuova politica sociale, per tutti, che garantisca il diritto alla casa e all¹accoglienza, l¹accesso a spazi di socializzazione, la possibilità concreta di fruire dei diritti alla salute e al lavoro.
Crediamo che i soldi pubblici utilizzati dal Governo nazionale per la costruzione del cpt a Bari e quelli previsti per la sua gestione debbano essere ridati al territorio, in un¹ottica di redistribuzione delle risorse che tenga conto dei reali bisogni di chi vive in questa città, migranti e cittadini.
Per questo invitiamo tutti, cittadini, partiti, sindacati, a diffondere nelle proprie realtà questo appello e a partecipare al presidio del 24 luglio per ribadire il no all¹apertura del centro di permanenza temporanea a Bari.
Rete No-Cpt