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Palermo: «Guerra nel Mediterraneo»
Cap Anamur ]

Cap Anamur, i naufraghi espulsi alla cieca di Maristella Iervasi

da L’Unità online del 22 luglio 2004

Interviene la Corte europea per i diritti umani sull’odissea di naufraghi della Cap Anamur ma la pronuncia di Strasburgo arriva troppo tardi: altri 25 profughi - dopo i cinque nigeriani - sono stati espulsi dall’Italia proprio ieri. Tutti sono stati costretti con la forza e alcuni con le manette ai polsi a salire sull’aero della «deportazione» pronto sulla pista di Fiumicino e con destinazione Accra, la capitale del Ghana.
«Siamo sudanesi», hanno implorato alcuni facendo resistenza.

E la triste vicenda dei naufraghi salvati dalla nave tedesca Cap resta ancora in piedi: sei dei 31 migranti che erano a bordo dell’aereo e che si erano opposti con tutte le loro forze al rimpatrio forzato sono stati fatti scendere dal «volo», rinchiusi nel Cpt di Ponte Galeria e denunciati a piede libero per resistenza a pubblico ufficiale, violazione privata, interruzione di pubblico servizio e attentato alla sicurezza dei trasporti. Due dei sei finiti nel Centro di permanenza temporaneo hanno raccontato ai legali - che solo in serata dopo il lungo e omertoso silenzio del governo italiano sono riusciti a rintracciarli nel Cpt - «di essere stati picchiati dalla polizia». E gli avvocati Fabio Baglioni e Simona Sinopoli hanno confermato che i migranti gli hanno mostrato i segni delle aggressioni.

La deportazione

Ed i 25 immigrati «spediti» ad Accra? Sono atterrati alle 12.15 di ieri - conferma l’Alto Commissariato dell’Onu per i Rifugiati - ma anche il loro futuro non è ancora del tutto certo: appena arrivati sono stati bloccati all’aeroporto e sono ancora fermi lì. Secondo l’agenzia di stampa dei missionari «Misna» che è sul posto, le autorità ghanesi e i funzionari dell’immigrazione stanno «studiando» il caso degli africani arrivati da Roma. Sarebbero tutti ghanesi tranne uno originario della Sierra Leone.

Le proteste dell’Unhcr

L’organizzazione dell’Onu responsabile per l’aiuto ai profughi con sede a Ginevra non è affatto contenta su come il governo italiano ha gestito la vicenda dei naufraghi della Cap Anamur. Per oggi l’Alto Commissariato dell’Onu per i rifugiati annuncia un «comunicato di fuoco», per via dell’andamento della questione e il mancato accesso alle informazioni. Fino a ieri sera, infatti, c’era il giallo sul numero dei naufraghi rimpatriati. Sembrava che fossero 27 quelli che l’Italia aveva imbarcato con un volo del Ghana Airways per Accra. Poi si è saputo che erano solo 25. E il tutto solo per merito di Laura Boldrini, portavoce dell’Unhcr. Silenzio su tutta linea invece dal ministro Pisanu. Fino alle 21.12 di ieri (fonte Ansa), quando il Viminale dà la ricostruzione dei fatti sulla Cap, ribadento in tutto e per tutto la linea di sempre: quei naufraghi non sono profughi, sono tutti ghanesi e nigeriani. E i sei trattenuti a Ponte Galeria verranno rimpatriati con il primo volo utile.

Strasburgo chiede spiegazioni

La Corte europea per i diritti umani interroga l’Italia. Oggi alle 15 Strasburgo dovrebbe ricevere dal governo italiano le «carte» sull’odissea dei 37 profughi salvati dalla Cap Anamur. La Corte vuole conoscere la nazionalità di ogni immigrato e il tipo di indagini fatte dall’Italia, per stabilire se i migranti dovessero essere espulsi dall’Italia e verso quale paese. Una pronuncia arrivata però troppo tardi: 30 dei 37 naufraghi sono già stati rimpatriati. Mentre la Corte chiedeva di non fare alcuna «deportazione» verso il Sudan prima del 2 settembre prossimo.

L’invasione.«Ci sono due milioni di persone, di poveracci in Libia, in attesa di partire» e sbarcare anche sulle nostre coste. L’allarme sulla «bomba» clandestini arriva dal ministro dell’Interno Giuseppe Pisanu, che ha anche detto di aver presentato alla Commissione affari sociali di Strasburgo, al termine del semestre italiano di presidenza Ue, «un rapporto» sulla situazione dell’immigrazione nel deserto e nel Mediterraneo. Un rapporto «terrificante» con «foto di cadaveri» di migranti che tentavano di raggiungere le coste africane, scattate dall’Italia e da altri paesi. Ma l’affermazione del responsabile del Viminale sulla presunta invasione di clandestini non trova conferme: a Tripoli smentiscono categoricamente, così come dall’Ue. Secondo fonti della Commissione Europea alla data di oggi - ieri, ndr - nell’ufficio del commissario europeo alla giustizia e agli affari iterni Antonio Vitorino non risulta pervenuto alcun dossier presentato dal ministro Pisanu. Il ministro ha rilanciato un vecchio allarme epresso dai nostri servizi di intelligenge? Enzo Bianco, presidente del Copaco (Comitato parlamentare di controllo sui servizi segreti) l’11 giugno del 2003 lanciò lo stesso allarme sul traffico di esseri umani.

Poi nei mesi scorsi la cifra di due milioni fu ridotta ad un milione di clandestini. A chi credere? Le organizzazioni non governative chiedono un pronunciamento dell’Alto commissariato dell’Onu per i rifugiati sulla situazione umanitaria alle porte dell’Italia. «Ma se questa emergenza umanitaria non c’è - sottolinea Sergio Marelli, presidente delle Ong e anzi questo puntare i riflettori sulla vicenda della Libia fosse strumentale ad alimentare un comportamento xenofobo o una cultura della paura sarebbe davvero scandaloso e andrebbe a ledere, una volta di più, l’immagine del nostro Paese sul fronte dell’impegno nella cooperazione internazionale».

[ giovedì 22 luglio 2004 ]

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