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Cap Anamur ]

Aggiornamenti sui ricorsi presentati per i richiedenti asilo della Cap Anamur

Intervista all’Avv. Marco Paggi

Domanda: Nei giorni scorsi lei ha visitato - non senza difficoltà - i richiedenti asilo trattenuti presso il Cpt di Caltanissetta. Sono stati presentati ricorsi presso i Tribunali di Roma, Caltanissetta e, contemporaneamente, alla Corte europea per i diritti dell’uomo. Ci può spiegare com’è la situazione?

Risposta: La Corte Europea per i diritti dell’uomo di Strasburgo ha richiesto entro oggi al Ministero dell’Interno di fornire chiarimenti in ordine alle modalità e i criteri utilizzati per il respingimento dei richiedenti asilo della Cap Anamur.
In particolare il ricorso era stato presentato per le 17 persone che erano presso il cpt di Ponte Galeria a Roma, tutte già concretamente espulse verso il Ghana.
Ora rimangono a Ponte Galeria 5 delle altre 22 persone che erano rimaste a Caltanissetta in un primo momento e queste 5 persone non sono state ancora espulse, pare, non ho conferme puntuali a riguardo, perché avrebbero fatto resistenza al momento dell’imbarco nel corso dell’espulsione. Quindi per loro non è stato possibile tecnicamente eseguibile l’espulsione immediata. Tutti gli altri rimanenti dei 22 che erano a Caltanissetta pure sarebbero stati espulsi verso il Ghana.
Ora, tornando alla Corte Europea, il Ministero dell’Interno deve rispondere sui criteri che sono stati adottati.
Secondo il ricorso che è stato presentato alla Corte di Strasburgo, è stato chiaramente rappresentato che queste persone sono state trattate come dei clandestini prima ancora di prendere in considerazione la domanda di asilo che pure era stata inoltrata già quando erano in alto mare e di seguito immediatamente dopo, appena sbarcati.
La Convenzione di Ginevra sullo status di rifugiato prevede espressamente che sia vietato agli stati aderenti alla Convenzione considerare come irregolari i richiedenti asilo, anche nel caso in cui facciano ingresso illegale nel paese e siano sforniti di documenti idonei.
Inoltre, la Convenzione di Ginevra, all’art. 33, prevede espressamente altresì il divieto di respingimento alla frontiera e di espulsione di un richiedente asilo finché non sia completata la procedura per il riconoscimento dello status di rifugiato, che peraltro dovrebbe comprendere anche una fase di ricorso e non soltanto la fase amministrativa.

In spregio a questi principi ecco che queste persone sono state colpite da un provvedimento di trattenimento e respingimento quindi in attesa di eseguire l’espulsione alla frontiera. Il trattenimento è stato disposto dal questore di Agrigento e pare sia stato convalidato da parte dell’autorità giudiziaria.
Che questa convalida sia avvenuta nel rispetto dei principi stabiliti dalla Corte Costituzionale con le note e sentenze recenti è da vedere. Non abbiamo ancora potuto accedere al provvedimento di convalida e quindi non sappiamo se queste persone realmente sono state sentite da parte di un magistrato e assistite da un difensore nominato o quantomeno d’ufficio. Ho incontrato personalmente i 22 richiedenti asilo che erano a Caltanissetta e loro negano di essersi mai trovati davanti a un giudice. Quantomeno se questo fosse accaduto nessuno gli ha spiegato (nessun interprete) che sono comparsi davanti a un giudice. Men che meno nessuno gli avrebbe spiegato che era stato per loro nominato un difensore d’ufficio. Mi riferisco alla prima battuta e quindi ad Agrigento.
Questo è quello che loro dicono. Poi dagli atti vedremo che cosa risulta, naturalmente.
In giornata la Corte dovrebbe ricevere chiarimenti da parte del Ministero dell’Interno e poi dovrebbe rispondere alla richiesta - espressamente formulata nel ricorso - di adottare provvedimenti di carattere urgente. Analogo ricorso dovrebbe essere proposto in giornata, mi auguro, problemi tecnici permettendo perché l’accessibilità alle 5 persone rimaste a Ponte Galeria, non sarà facile, come non lo è stata per nessuno degli altri finora. Anche per loro dovrebbe essere proposto analogo ricorso con richiesta di analoghi provvedimenti di carattere urgente e cautelare.
Sono stati proposti ricorsi al Tribunale di Roma per tutti quelli di Ponte Galeria (i primi 17), da parte dell’avv. Baglioni e dell’avv. Sinopoli di Roma, mentre per gli altri 22 al Tribunale di Caltanissetta da parte degli avv. Carmen Cordaro e del sottoscritto. Tutti ricorsi di carattere urgente, i cosiddetti ricorsi in base all’art. 700 del codice di procedura civile, con cui appunto si chiedeva di adottare provvedimenti urgenti.

Il Tribunale di Caltanissetta ha fissato l’udienza per il 5 agosto prossimo mentre il Tribunale di Roma per il 28 agosto.

[ venerdì 23 luglio 2004 ]

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