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"Cap Anamur", Fatawu resta a Milano e spera nel ricorso alla Corte di Strasburgo

Uno dei naufraghi non è ancora stato rimpatriato in Ghana, è al Cpt di via Gorelli

da L’Unità del 28 luglio 2004

Roma - I numeri continuano a non tornare nella vicenda "Cap Anamur". E non è un problema di aritmetica. Lunedì le agenzie battevano la notizia del rimpatrio forzato verso il Ghana degli ultimi sei giovani africani salvati a largo di Lampedusa dalla nave umanitaria tedesca "Cap Anamur" rimasti ancora in Italia (senza considerare Benjamin il giovane nigeriano rimasto in Sicilia con il permesso di soggiorno). Invece uno di loro è rimasto a terra e si trova al Cpt di via Gorelli a Milano.
Erano trattenuti nel Cpt di Ponte Galeria, alle porte di Roma, dopo la resistenza opposta lo scorso giovedì al momento dell’imbarco sull’aereo diretto ad Accra, con il quale sono stati "rimpatriati" 27 loro compagni. Tutti e sei si erano imbarcati a Fiumicino con scalo a Milano-Malpensa da dove avrebbero, poi, raggiunto il Ghana. Ma uno di loro non è stato imbarcato. Lo fanno sapere i legali di alcuni degli extracomunitari, Simona Sinopoli e Fabio Baglioni, che sono stati avvertiti dalla Croce Rossa di Milano. L’uomo, Fatawu Lasisi, si trova ora nel Centro di permanenza temporanea milanese. Ai rappresentanti della Croce Rossa che lo hanno incontrato, ha raccontato di essere stato portato in uno stanzone dell’aeroporto di Malpensa, insieme ai suoi compagni: ma mentre i cinque sono stati poi imbarcati nel pomeriggio di lunedì sull’aereo diretto ad Accra, lui è stato portato nel Centro di accoglienza temporanea di Milano, senza alcuna spiegazione.
Un motivo però forse c’è. Dei sei extracomunitari trasferiti da Roma a Milano, Fatawu Lasisi è l’unico del gruppo di 14 arrivati con la "Cap Anamur" e mandati subito a Ponte Galeria, per i quali i legali Sinopoli e Baglioni hanno presentato ricorso alla Corte europea per i diritti umani e al tribunale di Roma contro l’espulsione. Giovedì scorso è arrivato il pronunciamento della Corte di Strasburgo. Nella pronuncia seguita al ricorso la Corte ha chiesto al governo italiano informazioni sulla nazionalità degli immigrati e sul tipo di indagini fatte per stabilire se dovessero essere espulsi dall’Italia e, in caso di risposta affermativa, verso quale paese. Così visto che mentre gli altri 13 erano già stati espulsi in tutta fretta prima della pronuncia della Corte, Fatawu Lasisi era ancora in Italia, il Governo, prima di espellerlo, vuole probabilmente chiarire la sua posizione con la Corte.

[ mercoledì 28 luglio 2004 ]

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