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Bologna - A giorni lo ’svuotamento’ del ferrhotel

da Dire del 3 agosto 2004

Prosegue ricerca alloggi; Scaramuzzino incontra i residenti.

Procede la ricerca di sistemazioni provvisorie per gli ospiti del ferrhotel, per poter svuotare l’edificio di via casarini e quindi consentire i lavori di risanamento della struttura. L’attenzione con cui si cercano locali per l’accoglienza, prima del rientro al ferrhotel in autunno, è di evitare di concentrare troppe persone e famiglie provenienti dallo scalo migranti. Ma questa ricerca, riservata a chi ha tutte le carte in regola, non durerà in eterno: il ferrhotel verrà svuotato "nei prossimi giorni" e dunque gli ospiti sono già informati che esiste un termine per la loro permanenza all’interno, specie coloro che non sono in regola. "La speranza è che capiscano la situazione e che, agevolati dalla bella stagione, lascino la struttura; sanno che dovranno allontanarsi- spiega la vicesindaco adriana scaramuzzino- sanno che c’è un termine e vorremmo che l’intervento di sgombero sia il più mordibo e indolore possibile".

Il vice di sergio cofferati fa il punto sulla situazione del ferrhotel al termine della riunione di giunta di palazzo d’accursio, annunciando anche che la prossima settimana riceverà il comitato di residenti della zona di porta lame che non sopportano più le presenze dello scalo migranti. Il progetto di risanamento della struttura prevede comunque che, dopo i lavori, alcune famiglie tornino in via casarini, ma scaramuzzino è convinta che le presenze si ridurranno di numero e l’impatto del ferrhotel sarà migliore sulla zona. "Stiamo continuando il progetto di risanamento dello stabile- afferma- cerchiamo di collocare le famiglie regolari in sistemazioni provvisorie e di valutare quali rientreranno prima dell’inverno. Vogliamo evitare di concentrarle in alcune zone e cerchiamo la collaborazione dei comuni della prima cintura, finora cauti ma non avversi" ad accogliere sui loro territori ospiti del ferrhotel.

Oggi stesso verrà visitata una "grossa struttura, che non è villa salus", precisa scaramuzzino, per verificare se è adatta per qualche mese a fornire un tetto ai migranti di via casarini. Il comune di bologna, inoltre, è impegnato a raggiungere accordi di collaborazione per garantire l’assistenza alle famiglie del ferrhotel. "Stiamo procedendo esaminando caso per caso, famiglia per famiglia, e nei prossimi giorni- aggiunge la vicesindaco- dovremmo avere il quadro della disponibilità di strutture", cioè prima di far entrare il cantiere nel ferrhotel dove verranno eseguiti lavori per 50 mila euro. Ma il pensiero è anche rivolto all’incontro con i residenti e al prossimo autunno.

All’inizio della prossima settimana ci sarà il faccia a faccia chiesto dai cittadini i quali "mi hanno spiegato che erano stati un pò scoraggiati dall’esperienza avuta con altre amministrazioni e quindi non avevano tentato subito di chiedere un incontro", spiega scaramuzzino. Al comitato di porta lame, la vicesindaco ribadirà la filosofia dell’intervento dell’amministrazione, cioè fare in modo "che si fruisca nel migliore dei modi degli spazi presenti in città", e l’obiettivo del progetto di risanamento: una volta finiti i lavori e tornate alcune delle famiglie, "l’impatto del ferrhotel non dovrebbe essere più quello di prima".

[ martedì 3 agosto 2004 ]

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