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Bologna - "Ricostruire" la dignità delle persone

Lettera aperta dello Scalo Internazionale Migranti

In questi giorni abbiamo letto numerosi articoli pubblicati sullo Scalo Internazionale Migranti, o “Clandestini Hotel”, secondo il Resto del Carlino di ieri, 23 luglio 2004.

Mentre l’articolista era impegnato ad annotare esclusivamente lo stato dell’immobile e dei suoi abitanti, tralasciando ogni domanda sulle reali cause del degrado, i cosiddetti “attivisti del Social Forum” si trovavano presso la sede dei Servizi Sociali, in riunione con il vicesindaco, ed i responsabili dei servizi stessi.

In quella sede e per l’ennesima volta, gli “attivisti” insistevano sulla necessità di iniziare immediatamente un intervento di ristrutturazione minima dell’immobile, al fine di normalizzare una situazione che, oggi, ha raggiunto forse il più alto livello di degrado immaginabile. Lo stato di allarme nel quartiere e nella città, è frutto diretto della volontaria inerzia della giunta precedente che, per ben due anni, ha accuratamente evitato di eseguire ogni intervento edilizio, sociale ed umanitario necessario. Ricordiamo inoltre che oramai da due anni l’immobile è privo di acqua calda sanitaria, che non c’è mai stato riscaldamento, che i bagni sono quasi tutti inagibili e comunque in numero insufficiente per le esigenze degli abitanti (tre per centinaia di persone), e che l’energia elettrica manca diverse ore al giorno.

Ricordiamo, di aver visto, in inverno, le persone riscaldarsi attraverso l’accensione di mattoni imbevuti di alcool, e di aver più volte temuto che si potesse propagare un incendio, con le ovvie conseguenze. Siamo dunque all’ultimo bivio: o si interviene subito ripristinando l’uso dell’immobile per gli abitanti già censiti questo inverno, oppure la situazione continuerà a degenerare sempre più rapidamente a causa oggi del caldo incessante, domani del terzo freddo inverno. In questi due anni abbiamo elaborato progetti con i cittadini rumeni, inserito bambini nelle scuole, adolescenti in corsi professionali, promosso corsi di alfabetizzazione delle donne ed assemblee settimanali per parlare, ad esempio, di contraccezione.

Abbiamo seguito l’inserimento lavorativo dei capo famiglia, anche promovendo vertenze nei confronti dei datori di lavoro che “preferivano” tenere i dipendenti in nero. Di fronte al drammatico e prolungato silenzio istituzionale, il nostro intervento non è più sufficiente a controllare la situazione.

Ci associamo, quindi, al Quartiere nella denuncia del degrado dell’immobile, e chiediamo, ieri in riunione, oggi pubblicamente di fronte alla città, che questa giunta e questo consiglio inizino finalmente un percorso che ricostruisca la dignità delle persone che oggi lì vivono in condizioni di assoluto disagio.

Scalo Internazionale Migranti

[ domenica 8 agosto 2004 ]

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