Il prossimo 18 ottobre cade il secondo anniversario dell’inizio dell’avventura
politica ed umana che ha dato origine al progetto dello Scalo Internazionale
Migranti.
Giusto due anni fa, per "motivi umanitari", il Presidente DS del Quartiere Borgo
Panigale chiedeva a Polizia e Carabinieri di sgomberare il Lungo Reno dalle precarie
abitazioni nelle quali vivevano alcune decine di lavoratori rumeni, allora impegnati
nell’impari lotta con i loro datori di lavoro per cercare di ottenere un permesso di
soggiorno in seguito alla sanatoria del 2002.
Il risultato dell’intervento delle forze dell’ordine fu un tentativo di deportazione
collettiva di oltre 80 migranti verso la loro terra di origine, tentativo fallito
grazie all’intervento di tanti compagni che, ognuno secondo le proprie possibilità,
hanno contribuito a mettere i bastoni fra le ruote ad uno squallido tentativo di
pulizia etnica.
Occupato il Ferrhotel con la convinzione di potere dare avvio ad un progetto nuovo
ed originale di inter - azione migranti e italiani, l’Assemblea di Autogestione
dello "Scalo" si è trovata a dover fronteggiare il silenzio e l’ostruzionismo della
Giunta Guazzaloca.
La vecchia amministrazione, infatti, non ha mai posto in essere alcuna iniziativa
concreta per migliorare le condizioni di vita degli abitanti del Ferrhotel ed anzi è
stata di ostacolo, con le sue bugie ed omissioni, alla realizzazione di ogni
progetto politico e sociale nato in seno alla stessa Assemblea.
Grazie alla "non" attività della precedente Giunta gli abitanti dello Scalo hanno
già trascorso due inverni senza riscaldamento e senza acqua calda, con la luce
elettrica autoprodotta e razionata da due piccoli generatori a benzina; il
successivo e conseguente sovraffollamento della struttura, hanno poi completato
l’opera di ghettizzazione di una realtà umana e politica nuova e vitale per la
nostra città.
E la nuova Giunta?
Ad oggi l’Assemblea dello Scalo Internazionale Migranti non può che constatare che
le molteplici parole di buona volontà spese non sono state seguite da azioni
concrete.
Oltre a questo, va ricordata l’assoluta mancanza di collaborazione di Treni Italia,
attuale proprietaria dello stabile di via Casarini, che, nella palese intenzione di
procedere ad una speculazione edilizia, ne impedisce l’utilizzo a scopi di
accoglienza.
In questo quadro, e nell’assenza di qualsivoglia progettualità politica delle
amministrazioni locali, trova terreno fertile l’iniziativa di quella frazione
politica xenofoba e squadrista incarnata come meglio non si potrebbe da Mario
Borghezio che, facendo perno sugli indotti sentimenti di paura e di disagio di parte
della cittadinanza, cerca di profanare con il presidio di sabato una Città dalle
indiscutibili tradizioni democratiche e antifasciste.
Noi non possiamo accettare che questi squallidi e pericolosi personaggi marcino su
Bologna vomitando la loro subcultura politica fatta solamente di postfascismo,
razzismo e volgare ignoranza.
Per questo, se chi di dovere non impedirà la scorribanda di sabato prossimo del Ras
Borghezio, noi dell’Assemblea dello Scalo Internazionale Migranti presidieremo il
Ferrhotel di via Casarini, contro il razzismo della Lega, per denunciare ancora una
volta l’inerzia delle istituzioni e per dare avvio ad una nuova stagione di lotte
per risolvere le problematiche abitative dei migranti rumeni di via Casarini.
Per questo e per molto altro ancora… presidio di solidarieta’ allo scalo internazionale migranti
sabato 18 settembre, ore 9.00, via casarini 23.