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Corretta la legge Bossi-Fini... di Massimo Martinelli

da Il Messaggero del 16 settembre 2004

Abolito l’arresto per chi non lascia l’Italia in cinque giorni. Altri 85 sbarcati a Pantelleria.

ROMA - Da oggi il destino degli immigrati irregolari che arrivano nel nostro Paese passa dalla scrivania di un signore un po’ attempato, con l’aria mite e la faccia del nonno saggio. Perchè è questo il ritratto del giudice di pace italiano; ed è con questa figura di magistrato atipico, con contratto a termine e pagato a cottimo, che il governo ha inteso risolvere il problema posto dalla Corte Costituzionale a proposito della legittimità della legge Bossi-Fini. Il provvedimento che in qualche modo corregge quella legge è stato pubblicato ieri sulla Gazzetta ufficiale; e da oggi i giudici di pace si cimenteranno con le ragioni di maghrebini, africani e mediorientali che inseguono il sogno europeo. Proprio ieri, nella nottata, sono sbarcati altri 85 clandestini (si sono dichiarati marocchini) a Pantelleria.

Il decreto spiega anche la nuova procedura: il giudice di pace dovrà convalidare (entro 48 ore) il provvedimento di espulsione emesso dalla Questura, nel corso di una udienza alla quale il clandestino interessato sarà assistito da un avvocato di ufficio o, se lo ritiene, di fiducia. Saranno le Questure a dover mettere a disposizione un’aula per la celebrazione di questo procedimento. E in attesa dell’udienza di convalida, lo straniero espulso sarà trattenuto in uno dei centri di permanenza temporanea. Se la convalida viene concessa, il provvedimento di accompagnamento alla frontiera diventa esecutivo e quindi viene eseguito. Se non viene concessa, oppure non è osservato il termine per la decisione, il provvedimento del questore perde ogni effetto. Contro la decisione del giudice di pace si potrà fare ricorso in Cassazione; tuttavia, il ricorso non sospende l’espulsione qualora il giudice di pace l’abbia convalidata.

Questa nuova procedura, più garantista nei confronti degli immigrati clandestini, avrà dei costi che sono già stati previsti: 1 milione e 397mila euro per il 2004 e 4 milioni e 192mila euro per il 2005. E sempre di soldi si parlerà, tra l’altro, oggi all’incontro tra i rappresentanti della categoria dei giudici di pace e il Guardasigilli Castelli. L’appuntamento era stato già fissato da tempo, per discutere della riorganizzazione generale della categoria, ma naturalmente saranno affrontate anche le tematiche che riguardano le nuove incombenze dell’immigrazione clandestina: «La disorganizzazione attuale - spiega il co-presidente dei giudici di pace, Gabriele Longo - potrebbe avere ripercussioni sulla velocità dei provvedimenti e per la imprevedibilità delle sedi in cui il fenomeno si manifesterà in modo massiccio. La soluzione delle questioni che abbiamo posto da tempo avrà certamente effetti positivi anche sull’attività in materia di immigrazione». Secondo Longo sarebbe opportuno prevedere la possibilità di una proroga del mandato dei giudici di pace, anche per superare le critiche dell’Anm al governo per aver affidato la materia delle libertà personali a magistrati «a tempo» come i giudici di pace. Sul delicato tema delle libertà personali è intervenuto Filippo Miraglia, responsabile Immigrazione dell’Arci: «È assurdo affidare ai giudici di pace anche la decisione sul trattenimento degli immigrati clandestini nei Centri di permanenza temporanea». Intanto, il co-presidente Mollo ha anticipato che è allo studio del ministero «la possibilità di ridurre l’organico dalle 4.700 unità previste a 3.800 razionalizzando la distribuzione del personale e, soprattutto, assicurando la mobilità da un ufficio all’altro».

[ giovedì 16 settembre 2004 ]

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