Palermo - Dopo due giorni di sosta è ripreso il ponte aereo tra Lampedusa e Tripoli: quattro Hercules C- 130 dell’Aeronautica militare hanno imbarcato 360 extracomunitari. Altri 99 sono stati trasferiti con il traghetto di linea a Porto Empedocle, lasciando nel Centro di prima accoglienza dell’isola circa 200 immigrati. La struttura, che può ospitare 190 persone, torna dunque alla normalità dopo giorni di sovraffollamento, e il Viminale fa sapere che i trasferimenti saranno presto completati.
Per questa mattina è prevista la visita agli immigrati rimasti nel centro di un funzionario dell’Alto Commissariato per i rifugiati, che ha ottenuto dal ministero dell’Interno l’autorizzazione richiesta cinque giorni fa. Dalla Libia, inoltre, il ministro della Giustizia Ali Omar Abu Bakr fa sapere che i mille immigrati clandestini respinti dall’Italia sono tutti egiziani e verso l’Egitto i libici li hanno inviati. Intanto, il flusso degli arrivi è nettamente calato: un gommone alla deriva che imbarcava acqua, con 21 clandestini a bordo, tra cui quattro donne, è stato soccorso la notte scorsa a 40 miglia a sud di Lampedusa da una motovedetta della Guardia costiera. E’ l’unico sbarco segnalato nelle ultime 48 ore, nonostante le ottime condizioni del mare potrebbero favorire gli arrivi. Ma a tenere banco è ancora la polemica tra le forze politiche sul ponte aereo e i rimpatri immediati disposti dal governo. Il Guardasigilli Roberto Castelli, rispondendo agli attacchi dell’opposizione, ribadisce « il diritto di ogni Stato di respingere chi vuole entrare nei propri confini in maniera illegale » . Alle dichiarazioni di Castelli ribatte il vicepresidente della Commissione giustizia Paolo Cento ( Verdi): « Il ponte aereo è illegale - spiega il parlamentare -. Questo governo, sotto il ricatto leghista sta violando le norme internazionali deportando cittadini extracomunitari. Pisanu - conclude - sembra un ministro a libertà vigilata, controllato dal suo collega della Giustizia » .
E il presidente dei Ds, Massimo D’Alema, aggiunge che gli immigrati « non si fermano con le leggi o con i cacciatorpedinieri. Non siamo pi ù sicuri se ci circondiamo di filo spinato. Gli spostamenti vanno governati entro limiti ragionevoli, tenendo presente che una quota di ingressi è necessaria » . La cooperazione internazionale nella lotta all’immigrazione clandestina e i problemi legati al rimpatrio degli illegali saranno certamente tra i temi che il presidente del consiglio Berlusconi affronterà oggi con il leader libico Muammar Gheddafi, in occasione dell’inaugurazione di un gasdotto a Mellita che collegherà il Paese nordafricano alla Sicilia. Un argomento che è stato al centro anche di un incontro, svoltosi ieri a Misurata, tra lo stesso leader libico e il premier maltese Lawrence Gonzi.