Il Nord Est si schiera a favore del voto agli immigrati. Sei cittadini su dieci, nel Veneto e del Friuli-Venezia Giulia, chiedono l’allargamento del suffragio, a livello amministrativo, agli immigrati regolari. La maggioranza (relativa) estenderebbe tale diritto anche alle elezioni politiche. A segnalarlo sono i risultati del periodico sondaggio dell’Osservatorio sul Nord Est, che, questa settimana, aggiorna il quadro degli atteggiamenti suscitati, nell’area nord-orientale, dai fenomeni migratori. L’indagine, condotta da Demos e diretta da Ilvo Diamanti, è promossa dal Gazzettino e della Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo.
Poco più di un anno fa, il tema è stato, per qualche settimana, al centro del dibattito politico, in seguito alla proposta lanciata dal vice-premier Gianfranco Fini, che incontrò la (prevedibile) bocciatura della Lega Nord. Già da tempo, tuttavia, le indagini realizzate, su scala europea, dalla Fondazione Nord Est suggerivano come l’Italia, sul tema della concessione del diritto di voto agli immigrati, mostrasse un elevato grado di apertura. Alla fine del 2003, una ricerca svolta da Demos-Eurisko per Repubblica segnalava come a dichiararsi favorevoli fossero quasi tre italiani su quattro.
I dati dell’Osservatorio sul Nord Est appaiono senz’altro in linea con queste indicazioni. Il 62\% degli intervistati ritiene giusto che gli stranieri, se sono in regola e pagano le tasse, possano votare alle elezioni comunali. Il 48\% vedrebbe con favore la partecipazione della popolazione immigrata all’elezione del parlamento nazionale.
Certo, si tratta di percentuali più basse, rispetto a quelle registrate a livello italiano. Va tenuto presente, ciò nondimeno, che il parallelo Nord Est-Italia è possibile solo utilizzando indagini svolte a circa un anno di distanza l’una dall’altra. Separate, peraltro, da mesi segnati, in base a quanto suggerito da altri indicatori, da un lieve peggioramento del clima d’opinione verso gli stranieri. Complice il perdurare della difficile congiuntura economica, il numero di persone che considerano gli immigrati "necessari" all’economia regionale è sceso di circa dieci punti: dal 36 al 26\%. Tale componente della popolazione è oggi superata, per numerosità, da quella di chi vede gli immigrati come un pericolo per l’ordine pubblico e la sicurezza, che è invece lievitata di circa quattro punti rispetto al mese di febbraio e comprende, oggi, circa un terzo della popolazione (34\%).
L’apertura alla concessione del diritto di voto risulta particolarmente elevata in specifici settori della popolazione. Si osservano, innanzitutto, significativi scostamenti tra le due regioni oggetto di studio. Friulani e i giuliani si dicono, infatti, più favorevoli rispetto ai veneti. Un altro fattore rilevante si lega, poi, all’età del rispondente. Appare evidente come le giovani generazioni (in particolare al di sotto dei trent’anni) tendano a considerare (quasi) sullo stesso piano le elezioni a livello comunale e nazionale, mostrando, in entrambi i casi, un elevato grado di disponibilità a concedere la tessera elettorale agli immigrati.
Tuttavia, sono soprattutto le opinioni politiche, come prevedibile, a "fare la differenza". Se, tra gli elettori del centro-sinistra, il 73\% vorrebbe che gli immigrati potessero esprimere la propria preferenza in occasione delle elezioni amministrative, e il 61, nel caso delle elezioni politiche, tra gli elettori del centro-destra si scende, rispettivamente, al 50 e al 36\%. All’interno della coalizione di governo, però, le differenze tra i principali partiti risultano molto più marcate. Da un lato, un’ampia maggioranza dei leghisti chiude la porta ad entrambe le ipotesi proposte dal sondaggio, mentre gli elettori di Forza Italia, come spesso accade, assumono una posizione mediana rispetto allo schieramento. La "base" di Alleanza Nazionale sembra seguire, invece, la linea tracciata, un anno fa, dal proprio leader. Anzi, si spinge addirittura oltre la proposta lanciata da Fini, dimostrando una buon grado di apertura alla sua estensione al voto politico.
Fabio Bordignon
***I dati dell’Osservatorio sul Nord Est, curato da Demos & P, sono stati rilevati attraverso un sondaggio telefonico dal 6 all’8 di settembre. Le interviste sono state realizzate con tecnica CATI (Computer Assisted Telephone Interviewing), dalla società Demetra di Venezia. Il campione di 1000 persone, è statisticamente rappresentante della popolazione, con 15 anni e più, residente in Veneto e Friuli-Venezia Giulia, ed è stato ripartito per sesso e per fasce d’età in modo proporzionale alle caratteristiche della popolazione oggetto d’indagine. Fabio Bordignon ha curato la parte metodologica ed organizzativa, Monia Bordignon l’elaborazione dei dati. Andrea Suisani ha svolto la supervisione dell’indagine CATI. Lorenzo Bernardi ha fornito consulenza sugli aspetti metodologici. L’osservatorio sul Nord Est è diretto da Ilvo Diamanti. Il documento completo si trova nel sito www.agcom.it.
[Vedi anche l’articolo Indispensabili in agricoltura ]