La gestione delle pratiche relative ai permessi di soggiorno e ai loro rinnovi da parte delle Questure e Prefetture attraversa da un anno a questa parte una situazione di collasso che consente di vedere gli effetti della piena entrata in vigore della legge Bossi-Fini.
A partire dallo scorso marzo in tutte le città italiane migranti e associazioni hanno iniziato a scendere in piazza per protestare contro un sistema che causa disagi enormi, quando non drammi reali.
Le mobilitazioni hanno toccato anche Bologna, dove il Coordinamento Migranti ha promosso sit-in davanti alla Prefettura per denunciare la situazione. Dopo le vacanze estive e in seguito alla proposta di legge che introduce alcune modifiche, la situazione non sembra cambiare e lo scorso 23 ottobre i movimenti dei migranti hanno ripreso le iniziative di protesta
A Bologna, nonostante la creazione di un servizio di sportello telefonico - il cosiddetto call center - che dovrebbe evitare file chilometriche e notturne e attese inumane creando “un filo diretto tra la questura e i cittadini”, nulla è cambiato: i migranti continuano ad aspettare in fila per ore il loro turno e ad attendere cinque mesi prima di potersi presentare presso gli sportelli della Questura per inoltrare le richieste di rinnovo del permesso.
Il numero da chiamare per fissare un appuntamento per qualsiasi pratica all’Ufficio Stranieri della Questura è 051/6401780 attivo dalle 13.30 alle 18.30 il lunedì, mercoledì e venerdì e dalle 8.30 alle 13.30 il sabato.
Le interviste ai cittadini stranieri in fila, che vi proponiamo di seguito, descrivono la situazione
Il call-center
Domanda: Come funziona il call center?
Risposta: Ho chiamato il numero di telefono verso maggio giugno scorso ma fino a luglio non ha mai risposto nessuno, così siamo venuti personalmente e ci hanno dato un altro numero a cui fissare l’appuntamento, che alla fine era 7 mesi dopo il primo contatto.
R: Quando chiami il call-center ti risponde una segreteria che ti mette in attesa, ma intanto cadono gli scatti e i soldi li paghiamo noi!
Una volta ottenuto l’appuntamento per circa 5-6 mesi dopo, gli utenti si presentano per consegnare la domanda di rinnovo del permesso di soggiorno - ormai già scaduto. In cambio viene consegnata loro una ricevuta chiamata anche cedolino
Il cedolino
D: Cosa si puà fare con il cedolino?
R: Non puoi fare niente: non puoi spostarti, non puoi uscire dall’Italia. Sei legato e non hai alternative.
Un’altra singolare questione confermata anche dalle persone davanti alla Questura è la durata del permesso rinnovato. Infatti, quando finalmente l’interessato può ritirare il permesso di soggiorno rinnovato, spesso e volentieri questo ha una durata complessiva di 6 mesi, di cui 3 sono già scaduti.
Il periodo di validità
D: Il problema è che quando vai a prendere il nuovo permesso di soggiorno, la validità non parte dal giorno in cui si ritira, ma da prima. Io non so se li tengono nascosti dopo che sono pronti! Quando ce li consegnano la durata è già scaduta di 3 mesi, per esempio un permesso di soggiorno di 6 mesi è già scaduto per metà della sua durata. Io non capisco che ragionamento è!
Un altro problema riscontrato è il fatto che i cittadini stranieri sono portati a delegare sempre di più il disbrigo di queste pratiche a soggetti privati, quali agenzie a pagamento o addirittura avvocati. Infatti le interpretazioni forzatamente discrezionali della normativa vigente da parte delle diverse questure creano difficoltà nella comprensione del provvedimento, lasciando spesso solo due alternative: il ritorno all’illegalità o il ricorso alla difesa legale.
Vi proponiamo infine la testimonianza di una ragazza che riassume i principali aspetti delle procedure di rinnovo del permesso di soggiorno, anche rispetto a contratti di lavoro a tempo indeterminato.
[ ascolta ]