Veniamo a conoscenza che anche a Catania è avvenuto ieri un drammatico
tentativo di fuga di 5 immigrati ospiti (pardon illegalmente detenuti)
nel Centro di Permanenza Temporanea (CPT) di Agrigento durante il trasferimento
(pardon deportazione) nel CPT di Crotone.
In Sicilia nei luoghi dove sorgono i CPT (Agrigento, Lampedusa, Caltanissetta, Trapani e Ragusa) sempre più di
frequente avvengono gesti di autolesionismo e disperati tentativi di fuga
da parte di persone, costrette ad emigrare dalle loro terre d’origine
devastate da guerre, carestie e miseria, delle quali il nostro civile e
democratico Occidente non è esente da pesanti responsabilità.
Senza farla lunga sul nuovo diritto "etnico" ed i Centri d’Accoglienza
(pardon galere etniche cioè CPT), dove si recludono persone che non hanno
commesso alcun reato, desideriamo sapere se i nostri solerti tutori
dell’ordine abbiano esagerato(e quindi quali provvedimenti il Questore
di Catania intenda prendere) nel farsi prendere la mano contro i pericolosi
fuggiaschi, che sempre più minacciano la nostra serenità; molto meglio
è moltiplicare la delocalizzazione dei CPT in Nordafrica, con deportazioni
di massa(oltre 1200) anche senza identificazione in paesi come la Libia, che
non aderisce alla Convenzione di Ginevra, come è avvenuto poche settimane
fa a Lampedusa, per prevenire che i nuovi dannati della terra rovinino
le nostre vacanze con i loro maleodoranti cadaveri in mare.
Come cantava il buon De Andrè "anche se noi ci sentiamo assolti, siamo
lo stesso coinvolti" e per opporci a questa crescente barbarie scenderemo
in piazza contro il razzismo, per accelerare il disbrigo delle pratiche di
soggiorno e per garantire i diritti di cittadinanza dei migranti a Catania venerdì 26 novembre ed a Roma sabato 4 dicembre.