|
|
Parma - Sgomberati all’alba, si rifugiano in chiesa
da Polis Quotidiano del 19 gennaio 2005
Intervento dei Vigili Urbani all’ex cartiera di via Argini. Ma molti degli extracomunitari cacciati via non hanno un tetto per passare la notte
Stride il discorso del sindaco di Parma nel giorno di Sant’Ilario con l’intervento dei Vigili Urbani all’ex cartiera di via Argini. «Dobbiamo sconfi ggere la povertà e l’emergenza della casa e del lavoro», queste le toccanti parole di Elvio Ubaldi. Ma a distanza di cinque giorni un intervento della Polizia Municipale di tutt’altro tenore. All’alba di ieri una quindicina di vigili ha fatto irruzione nell’ex cartiera di strada Argini e ha sgomberato i 31 extracomunitari che si trovavano all’interno. Le loro poche cose fi nite in strada; i loro giacigli, perché chiamarli letti sembra un lusso eccessivo, rovesciati e soprattutto il tetto sulla testa, in questi freddi giorni di gennaio, sparito di colpo. In un comunicato dicono che lo hanno fatto perché la proprietà della cartiera, nei primi giorni di dicembre, aveva sporto denuncia presso il comando lamentando l’occupazione abusiva dello stabile. Al di là dell’interpretazione che, in mancanza di fl agranza di reato, prevede la denuncia alla magistratura, i Vigili decidono di intervenire “trattandosi di reato in atto”. “Pertanto – precisano – ci si procurava di prenotare alcuni posti letto presso le strutture di accoglienza”. Una premura fortemente criticata da chi ha cercato di dare assistenza ai senzatetto per tutta la giornata di ieri. «Si parla di “pianifi cazione”, ma questo è falso – afferma Afredo Simone operatore del Ciac - la pianificazione non c’è stata perché la richiesta dei posti letto è stata fatta alle 8.30 di ieri mattina, come ci è stato confermato dalla Caritas; ma se si trattasse solo di una richiesta tardiva per una svista sarebbe ancora più grave: alle 8.30 del mattino, infatti, il Comando conosceva bene il numero di persone sbattute sulla strada e doveva “procurare” un uguale numero di posti letto». Tre persone hanno, in effetti, trovato posto in albergo tramite la Caritas, 3 sono andati al dormitorio dell’Annunziata, 5 a quello comunale di strada Santa Margherita. Gli altri sono stati accolti da don Scaccaglia in Santa Cristina con la possibilità di trascorrere la notte in un giaciglio di fortuna, ma almeno protetti dal freddo pungente di queste sere. «Se la chiesa non è la casa dei più deboli, chi deve accogliere?», si chiede don Scaccaglia. Dei 31 extracomunitari è stato appurato in seguito che 14 erano in regola con il permesso di soggiorno, ma chi ha deciso lo sgombero si chiede sempre Alfredo Simone «o il comandante dei Vigili ha agito senza informare il sindaco, ma l’esposto è di un mese fa, oppure il sindaco parla in un modo e agisce in senso esattamente contrario». Sale la rabbia anche dei Comitati che sono al fi anco degli extracomunitari nella lotta per la casa: “I metodi repressivi con cui il Comune gestisce l’emergenza abitativa dimostrano come consideri un’esigenza primaria come la casa una mera questione di ordine pubblico".
[ giovedì 20 gennaio 2005 ]
|
|