Si è svolta all’alba di martedì 18 gennaio un’operazione dei carabinieri di Rimini, condotta in collaborazione con il nucleo speciale di Bologna, per contrastare a detta loro la cosiddetta “immigrazione clandestina”.
Un’operazione svolta nel cuore freddo di questo inverno grigio, quando fuori dalle nostre case riscaldate e dai nostri caldi e soffici piumini, tutto era avvolto da un strato spesso di ghiaccio…
L’operazione è stata sicuramente ingente per il numero di forze dell’ordine utilizzate e per il capillare controllo del territorio: 73 appartamenti in 3 residence e 5 casolari abbandonati cioè alloggi di fortuna dove non c’è né luce, né acqua, né riscaldamento.
Quello che segue non è un’intervista a qualche studioso, pensatore o politico contrario a queste barbarie, ma il racconto lucido e a volte strozzato dalla paura di chi ha vissuto quei momenti, perché come abbiamo già ricordato “i migranti non sono piante, non si po’ parlare di loro senza parlare con loro”. Forse non sarò, non saremo stati in grado di trasmettere l’angoscia e la paura di chi vive senza nulla, senza esistere per gli altri e per la società, ma quegli occhi e quell’abbraccio fra le lacrime non potrò ne potremo dimenticarlo…
"Era freddo, ci hanno svegliato gridando: sveglia sveglia carabinieri!. Dopo solo la paura e il freddo..." [ascolta]