Torniamo a parlare di precarietà e di negazione dei diritti, in particolare del diritto alla casa e all’accoglienza, per i soggetti che più di altri subiscono gli effetti di politiche che tendono all’esclusione sociale e non rispondono ai bisogni fondamentali: i cittadini migranti.
E’ di ieri la notizia che gli immigrati che, il 18 gennaio scorso avevano trovato rifugio a Parma nella chiesa di S.Cristina, subito dopo essere stati sgomberati dai vigili urbani da un’ex-cartiera di strada Argini, hanno lasciato la chiesa e saranno ora ospitati dalla Caritas in diversi dormitori e in alcune pensioni della città.
I ventitré migranti, per la maggior parte richiedenti asilo, provenienti dalla Costa d’Avorio e dal Congo, erano stati lasciati in strada con le loro poche cose, senza più un tetto sulla testa in questi freddi giorni di gennaio. Solo alcuni di loro hanno trovato ricovero presso i dormitori della zona; gli altri, sostenuti dalle realtà cittadine che si battono per la difesa dei diritti dei cittadini migranti, sono stati accolti nella chiesa di S. Cristina.
L’occupazione di S. Cristina riapre il dibattito in città sull’emergenza abitativa che gruppi e associazioni come l’associazione Ya Basta e il Comitato cittadino antirazzista, denunciano già da diversi anni.
Chi dormiva in quella cartiera non aveva un’altra soluzione, era quindi compito del comune di Parma trovare una sistemazione dignitosa per i migranti, prima di eseguire lo sgombero.
Nel pomeriggio di martedì si è tenuta un’assemblea nella chiesa, a cui hanno partecipato la Caritas, le realtà antirazziste e i sindacati che hanno chiesto la creazione di un tavolo interistituzionale per rimettere al centro del dibattito il problema del diritto alla casa, ma il sindaco ha rifiutato qualsiasi tipo di confronto, sostenendo che "non si può dare priorità a chi alza la voce" negando addirittura di essere a conoscenza che la maggioranza dei ventitré immigrati sono richiedenti asilo.
Molte sono state le polemiche sulle modalità con cui è avvenuto lo sgombero dell’ex-cartiera, si è parlato di "veri e propri metodi squadristi", "i vigili - si legge in un comunicato del Comitato antirazzista - hanno fatto irruzione nello stabile con i manganelli alla mano".
Sembra si sia venuto a costituire un corpo speciale, ai diretti ordini del sindaco, con un regolamento a parte, che consente loro, per esempio di avere in dotazione le manette o di eseguire sgomberi senza l’ordinanza del tribunale.
Molto diversa la reazione della cittadinanza che fin da subito ha espresso la sua solidarietà offrendo materassi, coperte e cibo.
Abbiamo intervistato Enrico dell’Ass.ne Ya Basta di Parma che ha ricostruito per noi l’intera vicenda e invita tutti alla manifestazione convocata dall’Ass.ne Senegalesi, Gui gì e il Comitato cittadino antirazzista del 19 febbraio prossimo sul diritto alla casa e contro le discriminazioni.
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L’immagine di copertina è tratta da Polis Quotidiano