Oggi giovedì 3 febbraio denunciamo pubblicamente una grave violazione dei
diritti civili subita da Cisse Babacar, cittadino senegalese residente a Reggio
Emilia con regolare permesso di soggiorno finito nell’ingranaggio della legge 30
e Bossi Fini. Cisse Babacar è espropriato della propria casa che la ditta
I.mec srl, via Degola n 24, presso cui lavorava gli aveva affittato per 550 euro
al mese trattenuti dalla busta paga. La ditta I.mec non gli ha rinnovato il
contratto (a tempo determinato per sei mesi) perchè il soggetto non rispondeva
più ai ?requisiti idonei? a causa di un infortunio. Approfittando della sua
degenza in ospedale, con un gesto totalmente arbitrario il proprietario della
ditta I.mec, accompagnato da un funzionario dell’agenzia immobiliare
intermediaria, viola il domicilio di Cisse Babacar eseguendo un vergognoso
sfratto; cambiano la serratura e lasciano nel montacarichi gli oggetti personali
dell’inquilino.
Inoltre erano presenti due agenti di polizia, i quali si sono
giustificati dicendo che non avevano riscontrato infrazioni. Oltre al danno la
beffa!!!
Questo fatto è un esempio della situazione venutasi a creare grazie alla
schiavistica legge 30 che in questo caso si sposa perfettamente con la razzista
legge Bossi-Fini. Insieme compongono un quadro di precarietà totale e completa
sottomissione dell’individuo ai beceri interessi del datore di lavoro: da questi
dipende non solo un salario, ma tutto ciò che concerne i diritti fondamentali
dei cittadini, addirittura un tetto sulla testa nonostante un affitto
regolarmente pagato. I migranti stanno diventando il "prototipo del lavoratore
precario" perchè sono costretti ad accettare qualsiasi condizione imposta dal
ricatto del permesso di soggiorno, che la legge Bossi-Fini vincola strettamente
al contratto di lavoro, molto spesso gestito da agenzie interinali senza
scrupolo. Anche a Reggio Emilia centinaia di persone, prevalentemente cittadini
migranti, vivono un vero e proprio circuito infernale in balia delle
speculazioni delle agenzie interinali, dei datori di lavoro, delle agenzie
immobiliari e dei propietari che affittano a prezzi insostenibili, delle
politiche sociali insufficienti e del razzismo istituzionale sostenuto
dall’indifferenza diffusa e tutelato dalle forze dell’ordine.
Intere familglie
sono costrette a passare l’inverno in casolari abbandonati senza servizi
igienici ed esposti alle intemperie del clima. Tutto questo è inaccettabile.
Lottare al fianco dei nostri fratelli e delle nostre sorelle migranti significa
rivendicare i diritti basilari per una vita degna, ci rivolgiamo a un’umanità
che nell’esercitare il "diritto di fuga" dalle guerre, dalla miseria, da
condizioni invivibili nel proprio paese, continua a morire nelle acque dei
nostri mari, ai confini blindati dell’Europa - fortezza.
Un’umanità che, all’interno di processi di esclusione sociale e restrizione
della sfera dei diritti, è costretta a subire le discriminazioni e il razzismo
di una società sempre più intollerante e indotta a considerare il migrante come
un pericolo.
Un’umanità che esercitando il legittimo diritto di fuga viene rinchiusa nei
Centri di Permanenza Temporanea di tutta Europa.
La libertà dei migranti è parte della nostra libertà. Rivendicare la loro
libertà di cercare un’esistenza migliore significa stabilire la nostra
possibilità di opporci a tutte le condizioni che oramai rendono difficile e
precaria anche la nostra vita.
Oggi San Precario ha restituito le chiavi di casa e la dignità di cittadino a
Cisse Babacar, legittimo inqulino dell’appartamento!!!!