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Da Parma contro le frontiere dei diritti, verso il 2 aprile

La redazione Emilia-Romagna di Global Project, in collaborazione con Melting Pot Europa, ha realizzato uno speciale sulla manifestazione di sabato 19 febbraio a Parma

Ascolta le valutazioni di Silvana di Ya Basta! Bologna e Enrico di Ya Basta! Parma

Ascolta l’intervento del collettivo Passepartout, Bologna

Ascolta il commento del Laboratorio Paz, Rimini

- Vai allo speciale sul sito di Global Project

Il 2 aprile è una data importante per tutte le reti e i movimenti sociali europei che il 31 gennaio 2004 hanno manifestato contro i cpt e per la legalizzazione dei migranti senza documento.
Questa data vuole realmente unire tutte quelle realtà che da anni lottano a fianco dei migranti per la rivendicazione della libertà di movimento e del diritto di soggiorno.

La città di Parma negli ultimi anni è stata simbolo di esclusione e di emarginazione nei confronti dei migranti, simbolo della precarizzazione dell’esistente che vede coinvolti tutti, ma soprattutto gli immigrati, il cui sfruttamento è di fatto legalizzato, sancito dall’incrocio tra la legge 30 e la legge Bossi-Fini
La manifestazione di sabato 19 febbraio a Parma si oppone alla costruzione pressoché illimitata di immagini distorte dell’identità migrante, immagini il cui specchio diventa la segregrazione, ai margini delle città e dei lagher del presente - i centri di detenzione temporanea - contro cui miriadi di gruppi e comunità insorgono in tutta Europa decretandone l’illeggitimità.

Lo stesso sta accadendo a Gradisca (Gorizia), luogo in cui a ridosso di un confine si sta costruendo uno dei CPT più grandi d’Europa. Il prossimo 26 febbraio a Gradisca una moltitudine di uomini e donne insorgerà di fronte al nuovo CPT per esigere che non apra mai, e per continuare a ribadire la necessaria libertà di movimento per tutti i cittadini del mondo.

[ sabato 19 febbraio 2005 ]

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