Dinanzi al Giudice Monocratico del Tribunale di Lecce, dott. Annalisa De Benedictis, si è aperta l’udienza con la richiesta, avanzata dall’avvocato difensore dei medici del Centro di Permanenza Temporanea, imputati di falso, di acquisizione agli atti del processo delle foto scattate a scritte murali contro i CPT apparse in città.
La tesi della difesa degli imputati è che vi sia un clima generale di intimidazione o un presunto condizionamento ambientale dell’inchiesta in corso. Il giudice respinge l’istanza di acquisizione.
L’udienza avrebbe dovuto proseguire con l’ascolto dei testi dell’accusa.
Tuttavia il teste del Pubblico Ministero, il graduato che ha coordinato le indagini sui fatti di causa, era assente per un presunto difetto di notifica.
L’udienza è stata sospesa per 30 minuti per tentare il rintraccio, che non è stato però possibile.
A questo punto, dopo aver limato le liste testimoniali, il Giudice ha chiuso l’udienza rinviando al 14 aprile prossimo per l’ascolto dei testi e degli imputati.
C’è da aggiungere che, per la prima volta dall’inizio di tutta questa vicenda giudiziaria, Don Cesare Lodeserto, direttore del Centro di Permanenza Regina Pacis, imputato di svariati reati, era in aula ed ha acconsentito ad essere videoripreso dalle numerose telecamente di testate televisive presenti tra il pubblico.
Erano presenti, inoltre, molti giornalisti della carta stampata, diversi rappresentanti dell’associazionismo per i diritti dei migranti e le alcuni dei ragazzi magrebini, parti lese nel processo in corso.