Gradisca D’Isonzo
Gradisca non ha una stazione ferroviaria in funzione, ma avrà quasi certamente un Centro di permanenza temporanea. Se non interverranno fatti nuovi, se il Viminale non cambierà idea, ma il suo comportamento negli ultimi mesi dimostra esattamente il contrario, l’importante centro friulano sarà la sede del più grande centro di raccolta per quegli extracomunitari che devono lasciare l’Italia.
Ma nonostante questa ormai quasi certezza, duemila persone hanno voluto manifestare ieri la loro aperta contrarietà a questa decisione. La manifestazione doveva chiudersi con l’intervento degli organizzatori che hanno invece invitato tutti a tornare a casa. Pochi attimi prima c’era stato un momento di tensione tra i disubbedienti e la polizia. Un gruppetto si è staccato dal corteo e ha lanciato alcuni razzi da stadio in direzione delle mura perimetrali dell’ex caserma, davanti alla quale hanno tentato di collocare un rotolo di filo spinato. La polizia ha caricato. Nella scaramuccia due giovani sono rimasti feriti. Al pronto soccorso sono stati medicati con alcuni punti di sutura al capo. In serata un giovane di 25 anni è stato arrestato per lesioni: è stato colto in flagrante durante la sassaiola contro le forze dell’ordine.L’appello alla mobilitazione era stato lanciato dal coordinamento dei partiti del centro isontino, ma non da quelli della Cdl, dalla Rete di associazioni, da Cgil e Uil e altri movimenti che fanno riferimento all’area no global. Un lungo corteo è partito dalla stazione di Sagrado, sorvegliato da un elicottero della Polizia, mentre circa 400 uomini, in tenuta antisommossa, tra poliziotti, carabinieri e guardia di Finanza, presidiavano l’ingresso del futuro centro collocato nell’ex caserma Polonio, all’immediata periferia della cittadina.
Numerosi sindaci del comprensorio, ma qualcuno ha fatto notare che potevano e dovevano essere di più, hanno sfilato con la fascia tricolore. Accanto a loro parlamentari, Maran e Budin, consiglieri regionali e provinciali, l’assessore Antonaz, per la giunta.
Numerosi i partecipanti giunti anche dal Veneto, con il leader dei disubbidienti Casarini, anche se il movimento non aveva aderito ufficialmente, ma indubbiamente l’attenzione maggiore si è riversata sulla presenza di un nutrito gruppo di giovani proveniente dalla Slovenia.
Forte la partecipazione di immigrati, in prima fila le lavoratrici della Idealservice di Rive d’Arcano, in lotta contro il rischio di licenziamento, e la comunità cingalese.