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L’Onu critica la Bossi-Fini
da Brescia oggi del 14 marzo 2005
Ginevra - Nuovi sbarchi anche ieri a Lampedusa e intanto le Nazioni Unite lanciano l’allarme immigrazione in Italia. In un rapporto redatto dopo una missione nel Paese, l’esperta dell’Onu identifica nell’economia sotterranea con l’offerta di posti di lavoro al nero «la principale causa dell’immigrazione clandestina in Italia». La relatrice Gabriella Rodriguez Pizarro esorta quindi le autorità italiane a devolvere «maggiori energie e risorse per perseguire coloro che impiegano immigrati in situazione irregolare». E, criticando alcuni aspetti della legge Bossi-Fini, afferma che è necessario vigilare affinchè le continue modifiche alla legge sugli stranieri siano conformi al rispetto dei diritti umani e dei trattati ratificati dall’Italia.
La legge Bossi-Fini «fa della lotta contro l’ immigrazione clandestina una delle priorità della strategia migratoria, ma si accompagna di severe restrizioni per l’entrata degli stranieri ed ostacola una serie di diritti degli immigrati presenti nel Paese», scrive l’esperta in un rapporto che sarà presentato alla Commissione dell’Onu sui diritti umani riunita in sessione annuale da oggi a Ginevra.
Nelle conclusioni, la relatrice afferma che i contatti del governo italiano con i Paesi d’origine e di transito degli immigrati sono il «miglior mezzo di porre fine all’immigrazione clandestina». La relatrice si felicita, inoltre, per gli sforzi intrapresi per regolarizzare gli immigrati con un impiego e rende omaggio al «lavoro delle forze di sicurezza incaricate del salvataggio in mare dei clandestini» che su imbarcazioni di fortuna tentano di raggiungere l’Eldorado europeo.
La «comprensione dell’aspetto umano» di tale fenomeno da parte dei membri delle forze di sicurezza italiane è stato apprezzato da Rodriguez Pizarro che si felicita inoltre per il lavoro svolto dal Ministero delle pari opportunità per lottare contro la tratta di esseri umani.
Preoccupazione è invece espressa per gli stranieri detenuti in carcere, la situazione degli immigrati e dei richiedenti d’asilo in luoghi come il Centro di permanenza temporanea di Lampedusa, non adatto a far fronte ai frequenti e massicci sbarchi di stranieri. Rodriguez Pizarro critica la «lenta trasformazione dei centri d’accoglienza in centri di identificazione» e chiede che in tali luoghi sia garantita una presenza dell’Alto commissariato dell’Onu per i rifugiati.
Ieri la Capitaneria di Porto di Lampedusa ha intercettato nelle prossimità dell’isola alcuni barconi: uno con un centinaio di clandestini a bordo, un secondo con circa 170 immigrati, entrambi già arrivati nel porto in tarda serata e scortato da una motovedetta della Guardia di Finanza e dalla marina militare. Un terzo barcone è stato avvistato nella notte.
[ lunedì 14 marzo 2005 ]
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