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Occupato l’ex albergo impiegati

Incursione dei disobbedienti. “Ospitati” 25 fra africani e trasfertisti.

dal Messaggero Veneto dell’11 giugno 2005

L’edificio ora comunale, abbandonato da anni, dovrebbe diventare centro di formazione e museo.

MONFALCONE. In attesa di diventare centro formazione e museo, l’ex albergo Impiegati è diventato da ieri “Hotel Esilio”. Ospiti del nuovo hotel 25 persone, camerunensi e nigeriani, ma anche trasfertisti dell’Italia del Sud che non hanno casa e sono costretti a vivere in strada, in auto o nelle case di amici generosi.
Erano le 16.30 di ieri quando un gruppo di una cinquantina di ragazzi appartenenti ai disobbedienti e ai no-global, armati di spazzoloni e detersivi, sono entrati nell’ex Albergo Impiegati ed ex Capitaneria di via Cosulich decisi a occupare la struttura (oggi di proprietà comunale), ormai abbandonata a se stessa da tantissimi anni.
«Ci sono tantissime persone che chiedono asilo e che si riferiscono a noi ogni giorno, che hanno bisogno di una casa e che devono vivere in strada. Abbiamo quindi scelto una struttura pubblica, abbandonata a se stessa e al degrado e che potrebbe essere usata come supporto a chi non ha casa e l’abbiamo occupata», spiegano con semplicità, appendendo alle terrazze striscioni con le scritte “Diritti e libera circolazione. Invisibles of global Europe”.
Ribadiscono la volontà di restare nell’ex Capitaneria e di avviare le trattative con il Comune, «finché non ci saranno risultati e cambi nella politica generale della casa, sia da parte del nuovo cda Ater sia da parte del nuovo assessore alla politiche sociali del Comune.
Vogliamo vedere cosa si farà con tavolo di lavoro sulla casa». L’occupazione non vuole essere aggressiva, ma non intendono nemmeno cedere alle eventuali richieste di sgombero. «Cerchiamo di restare nella legalità e quindi riattaccheremo la luce per oggi senza avviare i contratti, ma manderemo i bollettini di pagamento a Iris ed Enel» spiegano, ribadendo che «occorre ripensare alla politica dell’accoglienza e a un diverso accesso al mercato immobiliare sia pubblico sia privato. La situazione è sempre più difficile e bisogna fornire garanzie (reddito e alloggio) ai soggetti che si trovano in mezzo alla strada alla mercè di mafie che in questa città esistono e che giocano con i bisogni delle persone, per esempio su permessi di soggiorno e lavoro».
E mentre puliscono e spazzano 10 anni di polvere ed escrementi di uccelli, invitano i cittadini «a venire a vedere. Li accoglieremo e dimostreremo che noi vogliamo solo dare stanze e alloggio a chi non ce li ha».
(c.v.)

[ sabato 11 giugno 2005 ]

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