leggi in: | english | français | español | srpsko | shqip | română | عربي | Ingrandisci i caratteri  Rimpicciolisci i caratteri  Versione per la stampa  segnala questo articolo
 

Ex albergo, occupazione a oltranza

I ragazzi dei centri sociali: «Non molliamo. Usciremo solo con le chiavi in mano»

Dal Piccolo del 12 giugno 2005

La decisione presa per garantire un tetto a diversi immigrati. Proseguita l’opera di pulizia dell’edificio abbandonato da anni.

«Usciremo da qui solo con le chiavi in mano». Lo ribadiscono, senza incertezze, gli occupanti dell’ex Albergo impiegati, che venerdì hanno occupato l’edificio, inutilizzata da anni, nel quale stanno ricavando piccoli alloggi per la trentina di immigrati bisognosi di una tetto. «Chiavi in mano», cioè case, e subito, per quanti hanno bisogno di un alloggio per la richiesta di asilo politico o il rinnovo del permesso di soggiorno. Di andarsene, almeno per il momento, senza le garanzie di una sistemazione alternativa, non se ne parla proprio. Tanto è vero che i ragazzi di Razzismo Stop hanno iniziato una sistemazione di massima dell’ala sinistra dell’edificio, quella appunto interessata dall’occupazione. Al lavoro, gli immigrati ospiti dell’edificio, e la trentina di ragazzi di Razzismo Stop, ai quali si sono aggregati altri membri di associazioni quali il Centro Sociale di Gorizia, la Casa delle culture di Trieste, le Case autoassegnate di Monfalcone. La prima notte di occupazione è passata via tranquilla. E in mattinata sono partire le «ristrutturazioni».
«Abbiamo provveduto ad arredare di un minimo le camere - spiegano -. Chi aveva mobili o altro, lo ha portato qui. Abbiamo sistemato dei letti. C’è dell’acqua e della corrente. Adesso stiamo sistemando le lampadine per avere ovunque la luce». Anche il giardino è stato sistemato: l’erba, che cresceva incolta, è stata tagliata. Acqua e luce sono il necessario per rendere abitabile l’edificio; se poi si calcola che i ragazzi stanno anche provvedendo ad allestire una cucina, si capisce che farli desistere dalla loro impresa non sarà cosa da poco. Tanto che, a lato dell’occupazione, spunta l’idea di trasformare l’ex Albergo in una ”trattoria sociale”, dove chiunque possa trovare cibo a prezzi accessibili. Questo, per non rendere la struttura solo un dormitorio, ma un centro di incontri. E infatti al piano terra si sta allestendo una piccola sala di aggregazione. Insomma, le intenzioni dei ragazzi sono ben chiare. D’altra parte, l’intenzione era stata espressa da subito: l’occupazione, realizzata con un blitz, era un modo per dare risposta concreta ai problemi abitativi che la città vive da anni. «Ogni giorno - avevano raccontato i ragazzi di Razzismo Stop, associazione che tra l’altro gestisce lo sportello Invisibili che si occupa delle problematiche degli immigrati - abbiamo persone che ci vengono a chiedere aiuto, perché gli affitti sono troppo alti, e senza una residenza non è possibile rinnovare il permesso di soggiorno». Ergo, senza permesso non è possibile trovare un lavoro se non irregolare, e incombe lo spettro del rimpatrio verso terre dalle quali si è fuggiti. Una ventina dei migranti attualmente ospiti dell’ex Albergo è titolare o ha chiesto l’asilo politico. Altri hanno il permesso di soggiorno. Non ci sono famiglie, solo singoli lavoratori nella maggior parte dei casi occupati nelle ditte interessate dall’indotto di Fincantieri. Persone che erano costrette a dormire anche in auto.
Elena Orsi


Il sindaco Pizzolitto ribatte: «Con gli abusivi non si tratta le regole vanno rispettate»

Lo storico edificio è di proprietà comunale

Il sindaco Gianfranco Pizzolitto non tratterà fino a quando gli occupanti dell’ex albergo impiegati non avranno liberato l’edificio. La posizione è netta: si discute solo in un ambito di legalità. «Quelli della tensione abitativa e dell’accoglienza - spiega Pizzolitto - sono problemi molto seri in città. Se qualcuno ha dei dubbi dia un’occhiata al prezzo degli affitti paragonabili a quelli di Trieste, dove l’offerta è però più diversificata. Proprio per questo come sindaco ho richiesto per Monfalcone il Protocollo di legalità, cioé un tavolo dove discutere e affrontare in modo organico e sistematico le questioni, anche per prevenire situazioni più complesse».
In ogni caso, però, «i problemi, di qualsiasi tipo, devono essere risolti in un contesto di legalità ed è inaccettabile che il Comune sia spinto su una strada diversa». Il sindaco sottolinea come l’amministrazione comunale da sempre si oppone a quei soggetti che «fanno pressioni sull’ente per avviare dei percorsi clientelari». Le regole ci sono, ribadisce Pizzolitto, e vanno rispettate. Insomma, «non vince chi urla di più». In modo particolare in questo caso. «E’ stato occupato - afferma il sindaco - un edificio simbolo della città, offendendo, sì, il sentire diffuso dei monfalconesi e gli sforzi che l’ente locale sta compiendo per restituirlo alla comunità. In sostanza, la memoria e la prospettiva che faticosamente questa città si sta dando». Il percorso, molto complesso, per arrivare al recupero dell’enorme immobile, costruito nel 1922 dai Cosulich per accogliere gli impiegati celibi del cantiere navale di Panzano e che il Comune ha acquistato da Fincantieri con una spesa vicina ai tre milioni di euro, sta giungendo a una sua concretizzazione. Una società presenterà venerdì prossimo il project financing per la ristrutturazione dell’edificio e la sua trasformazione in albergo-foresteria e centro di alta formazione. Su questo progetto l’amministrazione andrà poi in gara (l’azienda proponente mantiene però un diritto di prelazione) con la prospettiva di avviare un intervento da 12 milioni di euro, solo in parte coperti dal pubblico.
«Chi ha occupato l’ex albergo impiegati - sottolinea il sindaco - non ha capito quali sono le aspettative della città e ha compiuto un gesto grave, perché l’amministrazione ha messo in campo strumenti adeguati anche per affrontare il problema degli immigrati. La Consulta degli immigrati c’è ed è la sede dove porre anche questo tipo di problemi».
Laura Blasich

[ domenica 12 giugno 2005 ]

TELE RADIO CITY s.c.s. Onlus - P.I. 00994500288 - Iscr. Albo Soc. Coop. n. A121522 | presentazione | contatti | web design HCE s.r.l. | server Ipse Digit s.c. | 2003-2010 creative commons |