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«Prima escano, poi parliamo»
Il Comune ai no-global: trattative solo dopo il ritorno alla legalità
dal Messaggero Veneto del 12 giugno 2005
Monito di Pizzolitto e Perrone per l’occupazione da parte dei Disobbedienti dell’ex albergo impiegati
Non si tratta fino a quando l’edifico non sarà liberato. È questa la posizione del sindaco di Monfalcone, Gianfranco Pizzolitto, in merito all’occupazione dell’ex Albergo Impiegati ed ex Capitaneria da parte di un gruppo di appartenenti a Razzismo non-stop e no-global, che venerdì hanno appunto occupato l’edificio di via Cosulich con l’intento di offrire un tetto a chi non ce l’ha ed è costretto a dormire in strada.
«È peccato che una struttura come questa ancora agibile e tutto sommato in buono stato non venga usata, quando c’è gente che ha bisogno di una casa e di un tetto», hanno detto gli occupanti, armati di scope e detersivi e decisi a restare nell’ex albergo finché non ci saranno risposte precise dall’amministrazione comunale e dall’Ater, in particolare sulla politica abitativa. Ma altrettanto ferma è la posizione del sindaco: quando usciranno si discuterà e quindi solo in un ambito di legalità. «Quelli della tensione abitativa e dell’accoglienza sono problemi seri – dice Pizzolitto –. Se qualcuno ha dubbi dia un’occhiata al prezzo degli affitti paragonabili a quelli di Trieste, dove l’offerta è però più diversificata. Proprio per questo come sindaco ho richiesto per Monfalcone il Protocollo di legalità, cioè un tavolo dove discutere e affrontare in modo organico e sistematico le questioni, anche per prevenire situazioni più complesse». Ciò che però sottolinea Pizzolitto con forza è che i problemi devono trovare soluzioni in un contesto di legalità ed è inaccettabile che il Comune possa essere chiamato a camminare su una strada diversa. Evidenzia ancora come il Comune da sempre si opponga ai soggetti che «fanno pressioni sull’ente per avviare dei percorsi clientelari». Anche perché «non vince chi urla di più. In questo caso è stato occupato un edificio simbolo della città, offendendo il sentire diffuso dei monfalconesi e gli sforzi che l’ente locale sta compiendo per restituirlo alla comunità».
E infatti finalmente sta arrivando a concretizzazione il progetto di recupero della struttura realizzata nel 1922 dai Cosulich per accogliere gli impiegati celibi del cantiere navale di Panzano e acquistata poco tempo fa dal comune, comprandola da Fincantieri per una cifra di circa tre milioni di euro. Una società presenterà venerdì prossimo il project financing per la ristrutturazione dell’edificio e la sua trasformazione in albergo-foresteria e centro di alta formazione. Su questo progetto l’amministrazione andrà poi in gara (l’azienda proponente mantiene però un diritto di prelazione) con la prospettiva di avviare un intervento da 12 milioni, solo in parte coperti dal pubblico.
E sull’occupazione dell’ex Albergo Impiegati interviene anche l’assessore Alessandro Perrone, coordinatore dell’esecutivo provinciale del Pdci, che esprime preoccupazione e dissenso per un gesto che, se alla base propone giuste problematiche, nel metodo sconfina nell’illegalità. «È pregiudiziale non uscire dalla legalità – afferma Perrone –. La tensione abitativa in città impone a tutti il più alto senso di responsabilità, aprire la porta a forzature che sconfinano nell’irregolarità è controproducente per tutti e soprattutto per chi ha bisogno che il problema casa sia affrontato con spirito fattivo».
Cristina Visintini
[ domenica 12 giugno 2005 ]
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