La strumentalizzazione del gravissimo episodio di violenza sessuale - i cui colpevoli sono stati condannati nel giro di pochi giorni - si è pesantemente abbattuta sulle comunità straniere di Bologna. Da un lato la campagna razzista dei partiti della destra che incitano all’odio e al rifiuto del diverso, dall’altro le intimidazioni e le retate delle forze dell’ordine negli insediamenti dei cittadini stranieri che hanno portato ad almeno una decina di incarcerazioni nel centro di detenzione di Via Mattei.
Lunedì 21 giugno alle 7 del mattino la polizia ha fatto irruzione anche nel nuovo centro di prima accoglienza di Villa Salus, dove ha prelevato circa 13 giovani per portarli in questura.
L.M., rumeno di 18 anni, come tanti altri quella mattina è stato svegliato dai calci della polizia alla porta della sua stanza a Villa Salus.
Melting Pot Europa ha raccolto la sua testimonianza.
[ Ascolta ] l’intervista a M.L.
“Sono entrati in tutte le stanze per cercare tutti i giovani tra i 18 e i 23 anni, ne hanno presi 13 per portarli in questura. Io ho fatto solo due domande e ho detto che non sarei entrato nella macchina perché non avevo fatto niente, e un poliziotto in borghese mi ha picchiato con un pugno nello stomaco e due-tre schiaffi. Per paura che mi picchiasse ancora sono entrato nella machina”.
Con la promessa di poter ritornare a casa dopo poche ore, L.M. è stato quindi portato in Questura dove è rimasto per circa tredici ore chiuso in una cella, con i poliziotti che continuamente li illudevano di uscire presto. Verso le ore 21 a L. M. è stato fatto firmare un foglio per poter ritornare a casa, a Villa Salus. Con l’inganno L. M. ha firmato la notifica del provvedimento di trattenimento presso il centro di permanenza temporanea di Bologna. In quattro sono stati quindi condotti al CPT in serata, dove sempre quella notte sono poi stati portati altri 10 giovani.
Ma L. M. non può essere espulso, perché due mesi fa ha presentato una richiesta di permesso di soggiorno al Tribunale dei Minorenni. E’ stato tenuto in stato di prigionia per cinque giorni in modo doppiamente illegittimo. Fortunatamente è però riuscito a contattare il proprio avvocato, il Giudice di Pace ha decretato nullo il suo mandato di espulsione ed ora è di nuovo libero.
Anche L.M. parteciperà al presidio di giovedì 30 giugno contro la Lega Nord, che ha annunciato una fiaccolata notturna contro gli immigrati ed in particolare cintro i rumeni di Villa Salus.