Oggi annunciamo pubblicamente la nostra uscita da questo stabile, usciamo felici perché è stata vinta una prima battaglia contro il razzismo, contro i CPT e l’ipocrisia.
Questo luogo per alcune settimane ha rappresentato molto per tutta la città, una città Monfalcone attraversata da drammatici problemi e tensioni, problemi talmente radicati al punto che c’è anche chi oramai li considera irrisolvibili o peggio ancora come normali e accettabili.
Hotel Esilio ha rappresentato una spina nel fianco dei poteri forti di questa città, perché ha portato alla ribalta l’inarrestabile carica di creatività e ribellione di cui il movimento dei migranti è portatore, quando si muove in totale autonomia dalle grosse organizzazioni sindacali e partitiche che vorrebbero ingabbiarli, ma dall’altro ha anche sottolineato la naturale propensione delle genti di questo territorio alla accoglienza e alla solidarietà.
Senza distinzione di potere e di partito in queste settimane abbiamo assistito alla squallida rincorsa alla criminalizzazione dei migranti, dal Governo che si allineano perfettamente alle allucinanti dichiarazioni di Pisanu in qualche intervento pubblico qualcuno ha anche rivendicato un fantomatico stile “Cofferatiano” della risoluzione dei conflitti sociali cittadini, questo significa che oltre all’inadeguatezza esiste nel potere locale anche una buona dose di cinismo e megalomania.
Solo chi in questa Giunta ha la giusta dose di coraggio, di intelligenza e di cultura è riuscito a capire che l’occupazione dell’ex-Capitaneria di Porto rappresenta la possibilità di costruire una città migliore, più aperta, più solidale e più includente per tutti, semplicemente affrontando il problema della tutela dei richiedenti asilo invece di far finta che non esistano.
Alla fine la Municipalità si è presa l’onere, ma anche l’onore, di proteggere questo gruppo di richiedenti asilo, proteggerli soprattutto dalla guerra civile dei loro paesi, dalla morte, o da un futuro di assassini, ma anche proteggerli dalle espulsioni, dai CPT e dalla ignoranza razzista del nostro Governo, o almeno è un tentativo abbastanza riuscito.
Sicuramente questo non salverà le migliaia di persone che già sono presenti sul territorio nazionale o quelli che arriveranno per chiedere asilo in un paese, l’Italia, dove resta oramai ben poca traccia della tanto reclamizzata Democrazia.
Forse qualcuno dirà che è una goccia in mezzo all’oceano, ma questa goccia non e sparita nella sabbia come voleva qualcuno, questa goccia ha fatto nascere un fiore, il fiore della giustizia e della dignità.
E con questo simbolo di resistenza chiamato Hotel Esilio abbiamo aderito e partecipato alla carovana antiCPT partita dal Porto Vecchio a Trieste e che ci ha portato a Bari lo scorso 11 luglio, al Forum nazionale contro i CPT a cui hanno partecipano tredici Governatori di rispettive Regioni, ha rappresentato un passaggio molto importante nel percorso che da molti anni ha impegnato migliaia di attivisti per la chiusura dei centri di detenzione in tutta Italia.
Abbiamo riferito, alcuni giorni fa, all’assessore Morsolin la nostra risposta, cioè che accettiamo la soluzione trovata dal comune, l’Hotel Esilio si trasferirà temporaneamente a Gorizia in un centro di prima accoglienza, tutti i richiedenti asilo avranno la protezione umanitaria del comune di Monfalcone, e riusciranno ad avere una procedura equa e giusta. Contemporaneamente lavoreremo perché si inizi un dibattito serio, costruttivo e pragmatico intorno ai temi del diritto alla casa e dell’accoglienza con tutte le realtà politiche, sociali e associative della città.
Con il bilancio di diversi mesi di lavoro e lotta a fianco dei richiedenti asilo e 3 settimane di occupazione, ci porta a constatare che con la fine di questa esperienza inizia un lungo periodo in cui saremo ancora più impegnati a cambiare questa città a lavorare per trasformarla in una città migliore non più governata dai forti poteri economici leciti e non, ma dalla gente che ci vive, ci soffre e ci spera.
Razzismo Stop - Hotel Esilio Occupato