GRADISCA. Dopo due ore di discussione e dieci mesi passati in lista d’attesa, ieri pomeriggio il consiglio regionale ha approvato a maggioranza la mozione contro il Centro di permanenza temporanea e assistenza di Gradisca. Telenovela finita, quindi, per l’ormai famosa “mozione 54”, i cui ripetuti rinvii, nei mesi scorsi, avevano provocato reazioni e critiche da parte delle forze politiche della città della Fortezza.
Presentata già nel dicembre 2004 a firma dei consiglieri regionali Bolzan (Ds), Gherghetta (Ds), Brussa (Margherita) e Paselli (Cittadini per il presidente), infatti, la mozione rappresenta l’unico documento politico ufficiale di ferma contrarietà al Cpta a oggi assunto dal consiglio regionale. Sui ritardi che ne hanno preceduto l’approvazione, comunque, è Mirio Bolzan a gettare acqua sulle polemiche: «È evidente che c’è interesse da parte di qualcuno a screditare l’operato della Regione, accusandola di assenteismo sulla vicenda Cpta, ma oggi (ieri per chi legge, ndr) è arrivata la smentita. Sui precedenti rinvii, invece, ribadisco che le cause erano esclusivamente tecniche, visto che il calendario del consiglio regionale era strapieno. Ne è la conferma il fatto che anche oggi la discussione rischiava di saltare per mancanza dei tempi tecnici necessari per portarla in aula».
La mozione, passata con 28 sì della maggioranza e i quattro no di Roberto Molinaro («Non voteremo la mozione, che è un atto di sfiducia a questa maggioranza, e all’operato della giunta Illy») e Gina Fasan (Udc), di Paolo Panontin (Misto) e Luca Ciriani (An), non ha comunque mancato di scaldare la temperatura anche in consiglio regionale. «Approvando questa mozione la maggioranza dimostra di sottostare a estremismi ideologici di pezzi del centro-sinistra – ha affermato Ciriani (An), subito imitato da altri esponenti del centro-destra – . I centri di permanenza temporanea, in cui sono tenute sotto osservazione persone presenti nel nostro paese clandestinamente, sono il prodotto dell’applicazione della legge Turco-Napolitano votata anche da Prodi. Votare questa mozione è una contraddizione».
Destinate ad alimentare nuove polemiche anche all’interno della maggioranza regionale stessa, poi, le dichiarazioni di Metz (Verdi): «Hanno ragione le opposizioni, ci sono contraddizioni nel centro-sinistra sui Cpt: nascono assieme alla Turco-Napolitano e ancora oggi questa contraddizione è chiara all’interno della giunta. Ma io – ha concluso – sono stato e sarò sempre assieme a chi è contro i Cpt, continuerò a fare questa battaglia a costo di ricattare la maggioranza».
La posizione della giunta è stata invece espressa dall’assessore Gianni Pecol Cominotto che ha ricordato quanto l’esecutivo «ha già fatto e cosa conta di continuare a fare, esaminando il parere legale che aveva chiesto sui fatti inerenti al centro e decidendo di ricorre al Tribunale amministrativo. Il ministero si è esposto a un ricorso amministrativo che la Regione ha già fatto». Circa il ricorso alla Corte costituzionale, Pecol afferma che «ha ragione Gherghetta nell’avvertire del rischio di entrare nella relazione dei poteri».
Marco Ceci