leggi in: | english | français | español | srpsko | shqip | română | عربي | Ingrandisci i caratteri  Rimpicciolisci i caratteri  Versione per la stampa  segnala questo articolo
 

Vendola condanna i Cpt: «L’Italia se ne vergognerà»

«Muro e filo spinato ricordano tragedie già vissute»

Dal Piccolo del 9 ottobre 2005

GRADISCA. «Un Cpt è un luogo intrinsecamente violento, un luogo inviolabile, una “porcheria” alla quale non possono liberamente accedere avvocati, medici e associazioni, dove l’unica garanzia è quella della prevaricazione dei diritti umani. Un’idea malata di questa Italia e di cui noi italiani tra qualche anno ci dovremo vergognare». Parole che non lasciano dubbi sulla posizione della Regione Puglia e del suo governatore Niki Vendola (ieri a Gradisca per le primarie del centro-sinistra) sui centri di permanenza temporanea. Un autentico documento d’accusa quello presentato dal grande promotore di “Mare aperto”, il primo forum nazionale contro i Cpt tenutosi lo scorso 11 luglio a Bari (e conclusosi con la sottoscrizione da parte di 13 Regioni di un atto di condanna dei centri per immigrati).
Un’accusa in due tempi, a dire il vero, cominciata con il comizio tenuto in piazza Unità («Basta alla politica dei leader, quella dove il popolo può ormai fare solo il tifo per uno o l’altro candidato») e conclusasi a palazzo Torriani, dove ad accoglierlo è stato il sindaco Franco Tommasini, alla presenza dell’amministrazione comunale e dell’assessore regionale all’immigrazione Antonaz.
Una tavola rotonda aperta dal primo cittadino gradiscano, pronto a presentare a Vendola il disagio del Comune nella gestione della vicenda Cpt. «Ci accomuna una “rogna”, mi viene da chiamarla così, come quella del Cpt, un problema che ci siamo ritrovati sulla gobba e che, non lo nascondo, sta anche condizionando l’ amministrazione pubblica. Sappiamo quali sono le posizioni sue e della sua Regione e non possiamo che confidare in voi come nel fronte nazionale contro questo tipo di strutture: per il comune di Gradisca è una battaglia troppo grande".
All’unità e ai rapporti che si stanno instaurando tra Friuli Vg e Puglia, invece, si è appellato l’assessore Antonaz, che ha fatto da apripista a Vendola. «Oggi è l’occasione per stringere un patto d’alleanza tra le nostre due Regioni, Regioni che stanno vivendo situazioni analoghe, visto quello che sta succedendo anche a Bari. Un’alleanza già stretta lo scorso 11 luglio e che simbolicamente e idealmente sarà rafforzata dalle manifestazioni che si terranno in contemporanea il 22 ottobre a Gradisca e Bari».
Un assist che il governatore pugliese non spreca, bocciando subito la politica sull’immigrazione del governo: «La Corte di giustizia europea ha ufficialmente condannato l’Italia per i Cpt, parlando apertamente d’ingiusta detenzione. Uno schiaffo inevitabile per un’Italia dove sono stati depenalizzati reati gravissimi, mentre è prevista la detenzione se non hai documenti. Un limbo giuridico dove tutto è lasciato al caso, una porcheria, perché in questi centri non possono entrare né i tutori della legge né medici, associazioni umanitarie o istituzioni pubbliche, dove non si può vedere e non si può fare nulla, nemmeno a garanzia dei più elementari diritti umani. Un’idea malata di un’Italia che in futuro si dovrà vergognare di quello che sta facendo perché non sempre c’è un tempo supplementare dove poter riparare agli errori commessi.
Il Friuli è sempre stato un luogo di mescolanze sociali e culturali, e quello italiano è sempre stato un grande popolo ogni volta in cui ha aperto le sue frontiere, mentre oggi vogliamo chiuderle, passando sopra anche i diritti umani. La tranquillizzo, comunque, signor sindaco: quella contro il Cpt non è una battaglia dove Gradisca si troverà sola, perché è una battaglia liberale, di coerenza con i principii, una battaglia dell’Europa, una battaglia del buon senso, e io sono qui per dire che Gradisca non ha bisogno di un Cpt, di quella che resta una macchia per l’Europa. Quel filo spinato e quel muro che ho visto oggi sono la metafora di tragedie e scempi già vissuti, dei Lager che non possono essere in nessun modo resi più umani, ma possiamo ancora fermarli e chiudere i Cpt».
Marco Ceci

[ martedì 11 ottobre 2005 ]

TELE RADIO CITY s.c.s. Onlus - P.I. 00994500288 - Iscr. Albo Soc. Coop. n. A121522 | presentazione | contatti | web design HCE s.r.l. | server Ipse Digit s.c. | 2003-2010 creative commons |