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Bologna - Il senza volto e Simona Panzino sul Lungo Reno
Visita ai rumeni del Lungo Reno
Due giorni fa la prestanome del candidato senza volto, Simona Panzino, insieme al candidato senza volto hanno deciso di far visita ai rumeni che vivono nelle baracche sul Lungo Reno.
Star vicini, ma non solo, sostenere queste persone che in questa città, come in altre, non hanno volto, è uno degli obiettivi che da anni le persone come la candidata alle primarie hanno. Dar voce a tutti coloro che sono emarginati e non considerati perchè non esistono, perchè non hanno un permesso di soggiorno che consente loro di vivere degnamente, di poter avere una casa in affitto dove poter tornare. Una casa che non si allaga quando piove, una casa dove i bambini, che regolarmente, ogni giorno, si recano a scuola, possano invitare i propri compagni di classe, senza vergognarsi delle proprie condizioni abitative.
Avere una vita degna è un diritto fondamentale e deve essere garantito a chiunque. E’ ingiusto costringere queste persone a vivere nelle baracche sul Lungo Reno perchè prive di permesso di soggiorno.
L’unica risposta da parte dell’amministrazione è la messa a disposizione di container solo per donne e bambini
Così operando l’amministrazione comunale sta favorendo la disgregazione familiare, sta dividendo intere famiglie, proprio come è accaduto nel marzo di quest’anno con gli occupanti del Ferrhotel.
Il comune è stato in grado di garantire soluzioni solo per le persone con regolare permesso di soggiorno e per donne e bambini, incentivando e costringendo la maggior parte degli uomini a trasferirsi nelle baracche e a scappare per non finire rinchiusi all’interno del lager di via Mattei, colpendo l’unità familiare, valore fondamentale per i partiti del centro-sinistra che compongono questa amministrazione.
Non è possibile che avvenga tutto ciò, bisogna dar voce a queste persone che vivono ai margini della società, che ogni giorno sono costrette a scendere a compromessi con chi promette loro un lavoro e la messa in regola al più presto.
Ed è proprio dalla Panzino e da tutti coloro che sostengono il candidato senza volto che viene la denuncia a questi continui fatti che ormai da un anno e mezzo colpiscono la città di Bologna. Le promesse di superamento del Cpt come soluzione all’immigrazione clandestina non sono avvenute, così come l’amministrazione non è stata in grado di trovare soluzioni a chi da ormai un anno sta denunciando lo sfruttamento, nelle imprese edili della Provincia di Bologna, del lavoro nero.
[ mercoledì 12 ottobre 2005 ]
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