leggi in: | english | français | español | srpsko | shqip | română | عربي | Ingrandisci i caratteri  Rimpicciolisci i caratteri  Versione per la stampa  segnala questo articolo
 

Milano - Comunicato dell’indizione del presidio per il processo CRI

Quando la logica della guerra si diffonde gli "operatori umanitari" non dovrebbero essere complici degli abusi Qualche riflessione sulla Croce Rossa Italiana, sulla sua presenza nei CPT e su un processo che inizia a Milano

Quando nei lager di stato i migranti senza documenti vengono lasciati ore immobili immersi in fogne a cielo aperto, malmenati, umiliati.... E quando per denunciare queste vergogne non valgono neppure lo status istituzionale di consiglieri come di parlamentari, e bisogna aspettare un giornalista disobbediente che dia luce a ciò che decine e decine di tentativi legali di monitoraggio per anni avevano lasciato al buio....

Quando nel clima generale di militarizzazione diffusa, di logica alleato o nemico, tutti quelli che non sono arruolati e conformi diventano nemici e privi di diritti e quindi passibili addirittura della pena di morte come i migranti di Ceuta o Medilla (e magari in futuro anche da noi, come suggerisce di replicare il ministro Castelli...)...

Quando i diritti vengono messi così fortemente in discussione quale dovrebbe essere il ruolo degli “operatori umanitari”, se non quello di garanzia e denuncia degli abusi?

Questo è quello che denunciammo due anni fa: con una iniziativa comunicativa per evidenziare i silenzi e le complicità di un istituzione come la Croce Rossa Italiana, che opera all’interno dei Centri di Permanenza Temporanea, che dovrebbe essere garante umanitaria e che non può non vedere, ma che continua ad essere silente e complice, una complicità che viene anche bene remunerata, (100 euro giornalieri a detenuto solo per le diarie).
Ma nella logica alleato-o-nemico anche noi eravamo nemici da respingere, come i “nemici” migranti di Ceuta o Melilla accolti col piombo, o i “nemici” migranti di Lampedusa, accolti con botte, razzismo e disprezzo. E allora ecco che la Croce Rossa Italiana attivò il suo servizio di sicurezza militare, che ci attaccò e spintonò danneggiando strumenti di informazione, e che poi ci sequestrò e respinse.

E sempre coerente con la logica della emergenza bellica continua, scatta la propaganda e la cortina di disinformazione: veniamo dipinti come matti che cercano solo di prendersela senza senno con il lato umanitario della Croce Rossa. Così siamo stati descritti e così si cercherà di descriverci nelle aule di tribunale, adesso che inizia il processo.
Ma quello che oggi finalmente emerge agli occhi di tutti dalle pagine di una rivista sono descrizioni che insieme a molti altri ed altre stiamo facendo dal lontano 1998, da quando vennero istituiti i CPT ed iniziarono gli abusi al loro interno, con la complicità omertosa e costante anche della Croce Rossa.
E abbiamo sempre dovuto fare i conti con la propaganda e la disinformazione: ci descrivevano visionari senza ragioni e descrivevano i CPT come degli Hotel a 5 stelle...

Ma noi continuiamo oggi come ieri a denunciare la collaborazione della Croce Rossa Italiana nei CPT come una forma omertosa e interessata di complicità con abusi illegittimi sotto ogni punto di vista.

Quanto a noi e alle nostre motivazioni parlano i fatti: e parlano del rispetto che abbiamo per il diritto alla cura, tanto che per esempio da anni organizziamo ed inviamo alle comunità indigene del Chiapas sostegno per il loro sistema sanitario, volontari medici ed infermieri e recentemente anche due ambulanze.
Come i fatti parlano del grande numero di compagni e compagne che nella Croce Rossa hanno fatto e fanno i volontari, ma che mai si renderebbero complici di un lager.
Perchè si ritengono operatori umanitari e non complici omertosi di luoghi e pratiche senza diritto, senza controllo e senza nessuna umanità.

Per illustrare queste ragioni, per smascherare l’ennesima cortina di propaganda, per continuare a chiedere conto alla Croce Rossa Italiana della sua complicità, in occasione dell’inizio del processo per l’azione comunicative dell’ottobre 2002 alla CRI di Milano.

Appuntamento alle 11.00 di lunedì 17 ottobre Palazzo di Giustizia, ingresso via Freguglia conferenza stampa ed aperitivo clandestino e sabato 22 ottobre manifestazione nazionale contro i CPT a Gradisca treno da Milano: appuntamento alle 8.30 in Stazione Centrale

Associazione Ya Basta! Milano

[ lunedì 17 ottobre 2005 ]

TELE RADIO CITY s.c.s. Onlus - P.I. 00994500288 - Iscr. Albo Soc. Coop. n. A121522 | presentazione | contatti | web design HCE s.r.l. | server Ipse Digit s.c. | 2003-2010 creative commons |