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Al via ricorso al Tar contro il CPT di Gradisca

Trieste, 26 set - Il ricorso contro il completamento e l’apertura del Centro di permanenza temporanea di Gradisca d’Isonzo sta per esser presentato al Tar del Lazio.

Lo hanno confermato oggi in una conferenza stampa il sindaco di Gradisca Franco Tommasini, il presidente della Provincia di Gorizia Giorgio Brandolin e l’assessore regionale ai Migranti Roberto Antonaz, spiegando che le tre amministrazioni hanno stabilito, a scanso di problemi per eventuali vizi di forma o mancanza di reale competenza sul problema, di presentare tre atti diversi al Tar del Lazio.

Se uno dovesse venir ricusato ne resteranno altri due, ha detto Brandolin, ribadendo ’la punta di delusione’ per la mancata presentazione, da parte della Regione, del ricorso anche alla Corte Costituzionale, ma esprimendo anche piena soddisfazione per l’accordo di Regione, Comune e Provincia sulla concreta e totale opposizione alla realizzazione del Cpt.

Antonaz ha confermato che la Giunta regionale ha optato per la presentazione al solo Tar del Lazio nella consapevolezza che i tempi lunghi della Corte Costituzionale avrebbero vanificato gli obiettivi del ricorso stesso. ’Continuo a restare dell’idea che il procedimento parallelo alla Corte costituzionale avrebbe rafforzato gli effetti del ricorso al Tar - ha detto - ma la Giunta ha stabilito in questo modo, decidendo al contempo di inviare al ministro Pisanu una lettera, firmata dal presidente Illy, contro l’apertura del Cpt’.

Evidenziando il significato dell’azione congiunta contro il Cpt, Antonaz ha detto ’più volte abbiamo fatto presente al ministero degli Interni che alla creazione del Cpt di Gradisca è contraria tutta la popolazione regionale, una realtà che non è ideologica o di opposizione preconcetta ma l’espressione di una volontà amplissima di contrastare una struttura border line dal punto di vista della costituzionalità, oltre che in forte contrasto con la posizione della Regione stessa sul tema dell’immigrazione’.

Esemplare, ha detto Antonaz, è stata anche la coerenza delle tre amministrazioni lungo tutto il percorso che ha portato ’solo adesso alla presentazione del ricorso perché, dopo numerose richieste da parte nostra, la documentazione necessaria per farlo è stata resa disponibile, grazie a Brandolin che è andata a prendersela a Roma, appena dall’8 agosto’.

Una volta presentati i tre ricorsi, hanno confermato gli avvocati del Comune di Gradisca, Lorenzo Presot, e della Provincia di Gorizia, Marina Pisani, l’udienza per decidere sull’eventuale sospensione delle opere e sulla non apertura del Cpt sarà fissata entro e non oltre Natale.

Il ricorso, hanno detto ancora i due legali, si basa sostanzialmente su alcuni punti ed in particolare sul fatto che l’iter avviato dal ministero degli Esteri per la realizzazione del Cpt non è stato corretto, perché basato su un’ordinanza del Consiglio dei ministri (la 3287/03) inadeguata alla circostanza specifica e perché della Commissione che ha valutato il progetto di realizzazione del Centro non faceva parte nessun rappresentante della Regione.

I contenuti dei tre ricorsi saranno dunque sostanzialmente gli stessi, perché la documentazione su cui si fondano è la stessa e perché, pur nelle diverse competenze (urbanistica per la Regione, territoriale per il Comune e di area vasta per la Provincia), i presupposti di legittimità contestati dalle tre amministrazioni sono i medesimi.

ARC/Luciana Versi Zambonelli

[ domenica 2 ottobre 2005 ]

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