(ACON) Trieste, 05 ott - RC - Mozione a firma Mirio Bolzan, Enrico Gherghetta (DS), Franco Brussa (Margh) e Maurizio Paselli (Citt) contro il Centro di permanenza temporanea e assistenza (CPTA) che per il ministero dell’Interno si potrebbe realizzare nell’ex caserma Ugo Polonio di Gradisca d’Isonzo (GO). Con la loro iniziativa, giunta all’attenzione dell’Aula alla riapertura dei lavori odierni, i quattro consiglieri intendono far sì che la Giunta si impegni ad operare affinché in nessun luogo del Friuli Venezia Giulia si possano realizzare queste strutture.
Inoltre - ha spiegato Bolzan - si chiede al Consiglio di esprimere ferma contrarietà al progetto di Gradisca e la sospensione dei relativi lavori, avviando una riflessione sull’efficacia della detenzione amministrativa e, più in generale, sulla normativa in vigore il Italia in materia di immigrazione, incluse espulsioni e regolamentazione dei flussi migratori.
A sostegno della loro iniziativa, i firmatari fanno tra l’altro presente che il ’Rapporto sui CPTA’ di Medici Senza Frontiere di gennaio 2004 ha confermato la necessità di riformare il concetto di detenzione amministrativa attuato nei centri, in quanto inefficace nella gestione del fenomeno dell’immigrazione irregolare e causa di violazioni di procedure e di diritti umani, tutto ciò a prescindere dall’Ente gestore e dalla professionalità dei singoli centri.
Per Luca Ciriani (AN), che ha aperto la discussione sulla mozione inerente il CPTA di Gradisca, la maggioranza sottostà a estremismi ideologici di pezzi del centrosinistra e ha ricordato che i Centri di permanenza temporanea, in cui sono tenute sotto osservazione persone presenti nel nostro Paese clandestinamente, sono il prodotto dell’applicazione della legge Turco-Napolitano votata anche da Prodi. Votare questa mozione è una contraddizione, anche perché in merito la competenza è nazionale, ma non la sola - ha affermato ancora Ciriani ricordando alcune affermazioni del presidente Illy.
Questa mozione è come il gioco delle tre carte, secondo Piero Camber (FI), che ha ricordato l’origine dei Centri e i loro sostenitori a livello, personalità appartenenti a forze che qui ora sono parte della maggioranza. Sono da chiudere quelli che non rispettano gli standard di qualità, ha sottolineato ricordando recenti posizioni di Rutelli e Fassino sulla necessità che siano rafforzati. Ci vuole coerenza nelle scelte per Camber, che chiedendo da subito l’appello nominale durante la votazione ha stigmatizzato l’atteggiamento di chi è d’accordo purché le cose siano fatte in casa d’altri.
Anche per Paolo Ciani (AN) questa è una mozione frutto di imposizione delle frange estreme del centro sinistra che vogliono imporre la propria linea e ha ricordato sia il caso della caserma Plotzner, sia le manifestazioni estreme alla esercitazione antiterrorismo a Roma, sottolineando l’importanza delle modifiche apportate alla legge Turco-Napolitano e annunciando da parte di AN l’avvio dell’operazione verità.
Kristian Franzil (PRC) ha ricordato che la mozione è stata votata soprattutto dai consiglieri della provincia di Gorizia, ma che ha la paternità di tutta la coalizione, evidenziando anche l’importanza di rivalutare le condizioni in cui versano gli immigrati nei CPTA: il vero problema - ha detto - è quello di ripartire dal dato concreto del modello di vita e riguarda l’idea che vogliamo farci dell’immigrazione, se vogliamo fare una fortezza dell’Europa, dell’Italia e del Friuli Venezia Giulia o realizzare un paradigma dell’integrazione.
Non voteremo la mozione che è un atto di sfiducia a questa maggioranza e all’operato della Giunta Illy - ha affermato Roberto Molinaro (UDC) citando affermazioni di Fassino e Napolitano: essa vede questa regione affrontare il tema dell’accoglienza a senso unico, dicendo no e basta, mentre il dibattito oggi a livello nazionale individua anche soluzioni alternative. Il tema vero non è CPTA sì o no, ma come, e questo elemento non è considerato dalla mozione. Ci sono prese di posizione di questa Regione che sono assurde, ci vuole onestà intellettuale e capacità di andare oltre.
Hanno ragione le opposizioni, ci sono contraddizioni nel centro sinistra sui CPT, così Alessandro Metz (Verdi): nascono assieme alla Turco-Napolitano e ancora oggi questa contraddizione è chiara all’interno della Giunta. Ma io - ha concluso - sono stato e sarò sempre assieme a chi è contro i CPT, continuerò a fare questa battaglia a costo di ricattare la maggioranza.
La maggioranza farebbe bene a non parlare a vanvera, ha detto Gaetano Valenti (FI). C’è l’assoluta necessità di un controllo delle persone che entrano clandestinamente nel nostro Paese. Tutto è perfezionabile, se ne può discutere, ma dobbiamo dare una risposta al problema.
Per Bruna Zorzini (PDCI), le logiche che guidano la costruzione dei CPT rispondono a concezioni più ampie dall’emergenza clandestini e mettono in evidenza l’insostenibilità delle politiche di Schengen. Proprio avendo come monito il vicino ex campo di concentramento di Gonars, la Giunta dovrebbe essere più decisa nell’affermare ’mai più lager, mai più CPT’.
Il centro sinistra dovrebbe avere una maggiore coerenza politica, ha ammonito Roberto Asquini (FI). Con questo modo di fare, invece, destabilizza la pubblica opinione, mentre questa è un’operazione indispensabile per costruire un sistema di filtro dell’immigrazione nel rispetto delle regole e della nostra libertà.
Il vero tema - a giudizio di Enrico Gherghetta (DS) - è il rapporto dell’Europa con l’immigrazione. Negli scorsi anni la risposta che veniva data erano i CPT, era Schengen, ma poi è emersa in tutta la sua drammaticità l’insostenibilità civile di quella impostazione. Questo non è più un modo accettabile di affrontare il problema, dobbiamo passare dalla politica del protezionismo sociale a quella dell’integrazione.
Adriano Ritossa ha ricordato la contrarietà di AN ai CPTA sin dall’inizio, diversamente dal centro-sinistra che ha cambiato rotta, dopo essere stato l’autore della legge che li ha istituiti, ovvero la Turco-Napolitano. Siete dei demagoghi di professione - ha accusato i consiglieri della maggioranza - e io personalmente avviserò la popolazione chi, in prima battuta, era stato a volere il CPTA.
Mauro Travanut (DS) ha riconosciuto una cerca contraddizione tra quanto si affermava negli anni ’90 e quanto si dice oggi, ma perché le situazioni sono mutate. Oggi l’Europa - ha detto - è più ampia e tenta di far intervenire una realtà più asiatica (lo dimostra l’apertura alla Turchia), quindi se si cambiano gli spazi non è possibile non cambiare le politiche. La nostra realtà è particolare e una di quelle strutture non può essere costruita in Friuli Venezia Giulia.
Isidoro Gottardo (FI) ha riconosciuto la coerenza del PRC nell’essere sempre stato contrario a tutte le politiche prese nei confronti degli immigrati, anche alla Turco-Napolitan e ai trattati europei, ma la sinistra nel suo insieme non è altrettanto coerente e Forza Italia non prenderà parte al voto perché non intende sottostare alla sceneggiata che serve alla maggioranza per far quadrare un cerchio. L’assessore Antonaz - ha ricordato Gottardo - ha detto che i CPTA sono lager, il presidente Illy (che ora è assente) lo ha smentito dicendo che non lo sono e comunque sono previsti dal trattato di Schengen firmato dall’Italia, perciò li dobbiamo accettare.
Maurizio Paselli (Citt) ha affermato che l’emergenza immigrazione clandestina è mutata negli ultimi anni e il confine si è spostato a Est. Si è poi chiesto quanti dei consiglieri abbiano effettivamente visto com’è fatto un CPTA, se debba necessariamente esserci un muraglione come in un carcere, con tre pattuglie che effettuano controlli 24 ore su 24. Inoltre, Gradisca è una cittadina che non ha le capacità sociali di rispondere a un impatto del genere. Il problema non può essere risolto con la politica del filo spinato e del calcestruzzo, o con una politica di polizia.
Scelte gravi, per Fulvio Follegot (LN), quelle del centro-sinistra perché non si può far finta che gli immigrati clandestini non siano quelli che causano più del 40% dei reati sul nostro territorio e in Italia, e il motivo è semplice: in qualche modo devono trovare le risorse per sopravvivere. I Centri di accoglienza vanno migliorati, resi meno pesati, ma per gli immigrati di cui non si riesce neppure a conoscere l’identità qualcosa va fatta. Le regole devono essere rispettate, nessuno va contro l’immigrazione tout court.
Franco Brussa (Margh) non ha negato che la legge di partenza era della sinistra, ma accettare i CPTA è stata una mossa obbligatoria per poter far parte di Schengen, che li prevede. Inoltre - ha sottolineato - quelle strutture sono state trasformate dal centro-destra in luoghi dove la violenza è di casa. Il concetto di CPTA è stato svilito e sono diventati luoghi invivibili, contrari alla cultura dell’accoglienza tipica della nostra regione, ed è a questo che diciamo no.
Alessandra Battellino crede che la questione non possa essere affrontata solo da un punto di vista territoriale. Ai CPTA come lager - ha spiegato - IpR non é d’accordo, anche se ritiene che la clandestinità non possa essere favorita. No alle maglie larghe, ma non si può accettare l’assioma clandestino uguale delinquente. I CPT non hanno oggi alternative immediate. La mozione può avere il significato di dire che la Regione è accanto alla gente di Gradisca, ma non ha i mezzi per impedire che una di queste strutture possa essere attivata, tanto a Gradisca quanto altrove.
La mozione è passata con 28 si della maggioranza e i quattro no di Roberto Molinaro e Gina Fasan (UDC), di Paolo Panontin (Misto) e Luca Ciriani (AN), con votazione che si è svolta per appello nominale.
Precedentemente, la posizione della Giunta era stata espressa dall’assessore Gianni Pecol Cominotto che aveva ricordato quanto l’Esecutivo ha già fatto e cosa conta di continuare a fare, esaminando il parere legale che aveva chiesto sui fatti inerenti il Centro e decidendo di ricorre al Tribunale amministrativo. Il ministero si è esposto a un ricorso amministrativo che la Regione ha già fatto - ha detto. Per quanto riguarda il ricorso alla Corte Costituzionale, Pecol ha dato ragione al richiamo di Gherghetta sul rischio di entrare nella relazione dei poteri.
Pecol aveva ricordato anche di aver rappresentato al ministero, durante un sopralluogo, le violazioni che si ritiene compiute nel procedere alla realizzazione del progetto. Illy, infine, ricorderà al ministro dell’Interno che si è impegnato a utilizzare il centro solo per le esigenze del territorio, sottolineando che al momento esso non ha esigenze: poche decine l’anno, ha quantificato l’assessore indicando che l’approccio quindi non è di tipo ideologico ma pragmatico. Questa è una Regione che propone se stessa come regione di accoglienza - ha concluso Pecol ricordando una affermazione del presidente Illy.