Il 15 e 16 settembre scorso una delegazione di parlamentari europei ha effettuato una visita (preannunciata da tempo) presso il Centro di Permanenza Temporanea (CPT) di Lampedusa. Tale centro viene utilizzato per accogliere sia persone che richiedono asilo, sia migranti che dovranno poi essere “smistati” verso altri CPT ( Trapani, Crotone, Agrigento, Caltanissetta, ecc..) ai fini della successiva espulsione verso i paesi di provenienza.
Il rapporto è molto eloquente e di seguito proviamo a darne un resoconto mettendo in luce i passaggi più rilevanti.
Vedi il Rapporto originale della Commissione europea LIBE in lingua francese
La Commissione europea dovrà valutare con attenzione le informazioni raccolte nell’ambito della missione dei parlamentari all’interno del CPT di Lampedusa. Se si dovesse ritenere - in particolare per quanto riguarda i richiedenti asilo - che è stata violata la direttiva 2003/9/CE del 27 gennaio 2003, che stabilisce norme minime relative all’accoglienza dei richiedenti asilo negli Stati membri, che è stata recepita dall’Italia con D.Lgs. 30 maggio 2005, n. 140, potrebbe essere avviata una procedura di infrazione nei confronti del governo italiano, disponendo nuove ispezioni da parte della Commissione.
Il Rapporto si conclude con alcune valutazioni piuttosto preoccupanti rispetto ai seguenti temi:
· le espulsioni dei migranti verso la Libia effettuate dal governo italiano;
· le condizioni di vita nel CPT che restano precarie e totalmente inadeguate al flusso migratorio verso Lampedusa;
· le autorità italiane hanno manifestato una trasparenza insufficiente di fronte all’accesso ai documenti che certificano la situazione giuridica delle persone alloggiate nel centro. Tuttora la delegazione attende dal Ministero dell’Interno la ricezione dei dati riguardanti la presenza nel centro dei decreti di espulsione;
· la delegazione chiede alla Commissione europea di fare un rapporto al Parlamento europeo sulla missione recentemente effettuata dalla stessa in Libia, per verificare le condizioni dei centri di detenzione dei migranti.
In altre parole la delegazione chiede anche di sapere come stanno le cose in Libia che è il paese dove sono rispediti la maggior parte dei migranti detenuti all’interno del CPT di Lampedusa.
Ma le conclusioni, così come sono formulate, non rendono sufficientemente l’idea di ciò che è stato riscontrato presso il CPT.
L’incontro con le autorità italiane
Il fatto che la visita fosse stata annunciata con largo anticipo ha consentito ai gestori del centro di prepararsi “all’evento”.
“Le autorità italiane hanno dichiarato ai parlamentari che quel giorno erano presenti al centro solo 11 persone. La delegazione ha espresso tutto il suo stupore. Questa cifra non rifletteva per nulla la realtà quotidiana del centro di Lampedusa. I parlamentari hanno raccolto numerose testimonianze di abitanti di Lampedusa che hanno dichiarato un traffico eccezionale di aerei militari nei giorni precedente la visita della delegazione”.
E’ evidente che il governo ha ordinato le “pulizie di primavera” prima della visita, sfoltendo pesantemente il numero dei migranti presenti all’interno della struttura.
“Il Questore di Agrigento, di fronte a queste osservazioni, ha replicato che il giorno precedente c’erano 56 persone. Alla domanda di quante persone c’erano nel centro nelle 96 ore precedenti, le autorità hanno risposto citando il numero di arrivi: 200 persone il 21 agosto, 148 persone il 7 settembre, 29 persone l’11 settembre. Queste informazioni sul numero degli arrivi non chiarisce il totale delle presenze nei giorni precedenti la visita dei deputati”.
In altre parole, non esiste una spiegazione plausibile sul perchè il giorno della visita ci fossero solo 11 persone…
“I parlamentari non hanno potuto visionare il registro delle presenze, con gli arrivi e le partenze, perchè questo registro non era nel centro”.
E’ paradossale che essendo Lampedusa un’isola, questi registri si trovino negli uffici della Prefettura di Agrigento in Sicilia! A cosa possa servire tenere il registro presenze del CPT (fatto per essere aggiornato in tempo reale) in un altro luogo situato a centinaia di chilometri di distanza, con il mare in mezzo, lo lascio giudicare ai lettori.
Certo i parlamentari non si sono convinti dell’utilità di questo registro.
“A più riprese è stato richiesto di avere accesso ai dati, senza ottenerli. E’ stato ugualmente impossibile avere accesso ai decreti di espulsione perchè, anche questi, si trovano presso la Prefettura di Agrigento”.
In altre parole la documentazione sui provvedimenti restrittivi nei confronti di queste persone, non è stata fatta trovare presso il CPT di Lampedusa.
“Le autorità hanno fornito altre cifre:
· la capacità del centro di Lampedusa si è elevata a 186 posti;
· nel 2004 sono transitate nel CPT 10.497 persone, di cui 412 minori e 309 donne;
· tra aprile e ottobre tale numero si eleva normalmente a 350-400 persone;
· in estate il centro, in certi giorni, ha dovuto accogliere fino a più di 1000 persone;
· la durata media della permanenza nel CPT per ogni persona è di 4-5 giorni.
Il Questore ha ammesso che la presenza di soli 11 persone in periodo estivo è da considerarsi eccezionale”.
In effetti siamo d’accordo…E’ da considerarsi eccezionale che proprio quando deve arrivare la delegazione del Parlamento europeo le persone trattenute nel centro siano molto poche!!!
La gestione del centro
Si ricorda nel Rapporto che il presidente della ONG “La Misericordia” che gestisce il CPT in convenzione con il Ministero dell’Interno,è¨ il fratello del ministro Giovanardi.
Nella relazione si legge: “Non abbiamo ottenuto risposte sui termini e le condizioni della convenzione. Fonti di informazione esterna parlano di una somma che è passata da 21 euro a 85 euro per persona al giorno”.
In altre parole, di fronte ai 21 euro che riceveva la precedente gestione del centro (l’amministrazione comunale) ora, che guarda caso presiede Daniele Giovanardi, si è passati a ben 85 euro… Proprio un bell’affare.
La procedura di accoglienza
“Nel centro, in teoria, le persone possono avere accesso ad una assistenza giuridica (avvocato e interprete) nel rispetto delle loro credenze religiose.
In realtà - sottolinea il Rapporto - le persone ricevono una lista con i nomi degli avvocati del Foro di Agrigento”.
Praticamente i legali abitano in Sicilia, in un’altra isola, con la conseguenza che è molto difficile mettersi in contatto con loro.
Sembra inverosimile che si possa “fare finta” di garantire una assistenza legale indicando degli avvocati astrattamente disponibili che si trovano a centinaia di chilometri di distanza e, quindi, impossibilitati ad assistere in tempi brevi gli interessati.
“Nel dormitorio del centro abbiamo visto un annuncio in arabo, francese e inglese che esplica diritti e doveri dell’immigrato.
Le autorità italiane hanno dichiarato che ci sono pochi richiedenti asilo e la maggior parte delle persone che sbarcano a Lampedusa sono immigrati economici…”.
Questa dichiarazione ufficiale relativa alla circostanza che le richieste di asilo presentate al CPT di Lampedusa sono pochissime, non ha mancato di suscitare “lo stupore della maggioranza della delegazione”.
In effetti la delegazione ha comparato questa situazione (tanti immigrati al CPT, pochissime domande di asilo) a quella dei paesi in cui c’è un grande numero di richiedenti asilo.
In altre parole non si capisce come mai chi arriva a Lampedusa “ha poca voglia” di chiedere asilo mentre che arriva in altri paesi, in analoghe condizioni, lo chiede con maggiore frequenza.
In pratica, da questo Rapporto, traspare il forte sospetto che a Lampedusa esistano delle grosse difficoltà a chiedere asilo in Italia.
La visita la centro
“La struttura è composta da 4 prefabbricati (ognuno con 40 posti letto). Il primo container è sembrato ridipinto recentemente con attaccato alla parete un manifesto della carta dei diritti dei migranti”. Si tratta evidentemente di un manifesto attaccato molto recentemente perchè in perfette condizioni.
Nel mese di giugno c’era stata una precedente visita di parlamentari ed era stato constatato che questi manifesti allora non erano appesi. In quel momento le autorità italiane avevano dichiarato che le informazioni sui diritti dei migranti sarebbero state fornite solo su loro esplicita richiesta.
Questo significa che una persona ha diritto di sapere quali sono i propri diritti solo se lo chiede.
Sarebbe stato curioso vedere che tipo di risposte venivano fornite!
I letti a castello erano senza lenzuola e, soprattutto, non c’erano vetri alle finestre. La spiegazione delle autorità su questa situazione è stata che, a causa dei numerosi litigi, le finestre sono costantemente rotte. Come dire “tanto vale non aggiustarle”.
La delegazione sottolinea nel Rapporto che in un colloquio con un carabiniere questi ha negato che ci fossero state risse o litigi di recente.
C’è una sola struttura comune che serve da sala da bagno collettiva. I wc, le docce e i lavabi sono senza porte. Ci sono solo 10 wc in tutto il CPT. Docce e i lavabi sono alimentati con acqua di mare (!). L’infermeria è composta da un solo locale (un lettino, tavolo, armadietto) e non ci sono medicine visibili.
Un altro capannone “contiene la cucina e una sala completamente vuota prevista per i colloqui con gli avvocati. Nella sala per gli avvocati non c’è nulla, ne tavoli, ne sedie”. In effetti se gli avvocati non vengono la sala per forza rimane vuota…!!!
“Dalle testimonianze di deputati che nel passato avevano partecipato ad altre visite, il centro di Lampedusa non rappresentava la realtà”. In pratica il centro è stato svuotato dei suoi “ospiti”, messo in ordine e pulito, creando una situazione palesemente artificiale.
Le testimonianze dei migranti
Gli 11 migranti presenti - prevalentemente cittadini tunisini - si suddividevano tra chi era accusato di esserei passeurs (trafficante) e chi vittima dei medesimi. Tutti insieme nel medesimo centro, vittime e sfruttatori. Un migrante ha dichiarato di essere presente nel centro da 4 mesi (il tempo di trattenimento è al massimo di 60 giorni. V. art. 14, comma 5 del Testo Unico sull’Immigrazione). Altri hanno affermato di non aver mai visto un avvocato e di non sapere perchè si trovavano al centro.
Le domande di chiarificazione al Governo italiano
La delegazione del Parlamento europeo attende ancora chiarimenti esprimendo le preoccupazioni che abbiamo commentato.
Nelle conclusioni viene chiesto perchè il Governo italiano - essendo Lampedusa un punto nevralgico dell’arrivo di immigrati - continua a mantenere il CPT poco attrezzato, inadatto al flusso di persone che oramai da anni transita sull’isola.
Speriamo che il Parlamento europeo, oltre ad esprimere delle preoccupazioni - come ha fatto finora - esiga delle risposte alle domande sollevate e, soprattutto, degli interventi.