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Politica «partecipata» alla prova dei Cpt

da Il Manifesto del 6 novembre 2005

A Bari la terza assemblea nazionale della Rete del nuovo municipio sul «federalismo solidale»

ANTONIO MASSARI

BARI
Riappropriarsi del federalismo, lottare per la chiusura dei Cpt, per il diritto di voto degli immigrati, contro l’alta velocità in Val di Susa. S’è discusso di questo e molto altro ancora, ieri a Bari, durante la terza assemblea nazionale della «Rete del nuovo municipio», dedicata al «Federalismo municipale solidale», che ha visto il passaggio di consegne tra il vecchio presidente, Alberto Magnaghi, e il nuovo, Irma Dioli, assessore della provincia di Milano, città che ospiterà la prossima edizione. Sul federalismo municipale il messaggio è chiaro: deve proporre nuovi, alternativi modelli di partecipazione. «Non possiamo lasciare il federalismo in mano alla destra», dice Magnaghi, «per la sinistra, rispondere alla devolution con la difesa dello stato centrale è un clamoroso errore». Bisognerebbe coordinare federalismo e partecipazione, passando «dalla consultazione sui singoli problemi a una pratica ordinaria di governo». Ma attenzione «alle luci e alle ombre», avverte il sociologo Franco Cassano, perché «se è vero che il municipio indica il primato dell’assunzione di responsabilità, rispetto all’ottica della produzione, è anche vero che la dimensione locale rischia di produrre una chiusura in se stessi».

Secondo il presidente della regione Puglia, Nichi Vendola, «bisogna partire dai beni comuni. Altrimenti non riusciremo a liberare la democrazia, politicisticamente muta rispetto ai bisogni di massa. Il processo partecipato non può essere una fiction: è la capacità di pensare collettivamente al futuro». E Vendola torna a parlare dei Cpt: «Superamento, umanizzazione, chiusura. Basta con le definizioni: servono solo a dire che c’è un centro, una sinistra riformista e una radicale. Ora bisogna finalmente entrare nel merito della questione».

Un sindaco della Val di Susa chiede sostegno per la manifestazione del 16 novembre: «L’alta velocità, prevista fra Torino e Lione, è un’opera contestata dalle realtà locali e rappresenta un danno ambientale irreversibile: ai sindaci nei giorni scorsi è successo di sopportare le cariche e le manganellate della polizia». Il sindaco di Bari, Michele Emiliano, ammette gli errori: «Hai voglia di parlare di modelli partecipati quando devi nominare i vertici delle aziende municipalizzate o delle Asl: ci siamo contraddetti, questa è la verità. Aiutateci a costruire lo schema del bilancio partecipato». Come Vendola, torna a discutere del Cpt di Bari, contro il quale - insieme con la Provincia - il Comune ha adottato una delibera.

Ma alle parole di Emiliano si contrappongono quelle del verde Alessandro Metz, consigliere regionale del Friuli: «Siamo stanchi di sindaci come quelli di Bari e Gorizia che nei cortei sfilano con noi e poi si defilano quando è il momento di agire. Facciano qualcosa: disobbediscano amministrativamente, impediscano nei Cpt l’allacciamento di luce gas e acqua». «Non siamo i responsabili di questi allacciamenti», si difende Emiliano. E Metz: «Lo sappiamo. Ma sarebbe un gran gesto rifiutare l’autorizzazione, come per una struttura abusiva: se non considerate abusivi i Cpt, allora di quale partecipazione stiamo parlando? Rappresentano il vero discrimine per la politica partecipata, perché su tutto il resto possiamo programmare e discutere, ma i Cpt sono qui e ora, e bisogna prendere una posizione chiara e immediata: qui si misura il passaggio dalle parole alle pratiche».

Alla giornata di lavoro hanno partecipato oltre 500 persone. Nel pomeriggio, in concomitanza con la chiusura dei lavori, è iniziato un nuovo appuntamento nazionale, il «Cantiere per la democrazia», promosso da Carta, che si protrarrà per tutta la giornata di oggi.

[ lunedì 7 novembre 2005 ]

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