ANTONIO MASSARI
BARI
Riappropriarsi del federalismo, lottare per la chiusura dei Cpt, per il diritto di voto degli immigrati, contro l’alta velocità in Val di Susa. S’è discusso di questo e molto altro ancora, ieri a Bari, durante la terza assemblea nazionale della «Rete del nuovo municipio», dedicata al «Federalismo municipale solidale», che ha visto il passaggio di consegne tra il vecchio presidente, Alberto Magnaghi, e il nuovo, Irma Dioli, assessore della provincia di Milano, città che ospiterà la prossima edizione. Sul federalismo municipale il messaggio è chiaro: deve proporre nuovi, alternativi modelli di partecipazione. «Non possiamo lasciare il federalismo in mano alla destra», dice Magnaghi, «per la sinistra, rispondere alla devolution con la difesa dello stato centrale è un clamoroso errore». Bisognerebbe coordinare federalismo e partecipazione, passando «dalla consultazione sui singoli problemi a una pratica ordinaria di governo». Ma attenzione «alle luci e alle ombre», avverte il sociologo Franco Cassano, perché «se è vero che il municipio indica il primato dell’assunzione di responsabilità, rispetto all’ottica della produzione, è anche vero che la dimensione locale rischia di produrre una chiusura in se stessi».
Secondo il presidente della regione Puglia, Nichi Vendola, «bisogna partire dai beni comuni. Altrimenti non riusciremo a liberare la democrazia, politicisticamente muta rispetto ai bisogni di massa. Il processo partecipato non può essere una fiction: è la capacità di pensare collettivamente al futuro». E Vendola torna a parlare dei Cpt: «Superamento, umanizzazione, chiusura. Basta con le definizioni: servono solo a dire che c’è un centro, una sinistra riformista e una radicale. Ora bisogna finalmente entrare nel merito della questione».
Un sindaco della Val di Susa chiede sostegno per la manifestazione del 16 novembre: «L’alta velocità, prevista fra Torino e Lione, è un’opera contestata dalle realtà locali e rappresenta un danno ambientale irreversibile: ai sindaci nei giorni scorsi è successo di sopportare le cariche e le manganellate della polizia». Il sindaco di Bari, Michele Emiliano, ammette gli errori: «Hai voglia di parlare di modelli partecipati quando devi nominare i vertici delle aziende municipalizzate o delle Asl: ci siamo contraddetti, questa è la verità. Aiutateci a costruire lo schema del bilancio partecipato». Come Vendola, torna a discutere del Cpt di Bari, contro il quale - insieme con la Provincia - il Comune ha adottato una delibera.
Ma alle parole di Emiliano si contrappongono quelle del verde Alessandro Metz, consigliere regionale del Friuli: «Siamo stanchi di sindaci come quelli di Bari e Gorizia che nei cortei sfilano con noi e poi si defilano quando è il momento di agire. Facciano qualcosa: disobbediscano amministrativamente, impediscano nei Cpt l’allacciamento di luce gas e acqua». «Non siamo i responsabili di questi allacciamenti», si difende Emiliano. E Metz: «Lo sappiamo. Ma sarebbe un gran gesto rifiutare l’autorizzazione, come per una struttura abusiva: se non considerate abusivi i Cpt, allora di quale partecipazione stiamo parlando? Rappresentano il vero discrimine per la politica partecipata, perché su tutto il resto possiamo programmare e discutere, ma i Cpt sono qui e ora, e bisogna prendere una posizione chiara e immediata: qui si misura il passaggio dalle parole alle pratiche».
Alla giornata di lavoro hanno partecipato oltre 500 persone. Nel pomeriggio, in concomitanza con la chiusura dei lavori, è iniziato un nuovo appuntamento nazionale, il «Cantiere per la democrazia», promosso da Carta, che si protrarrà per tutta la giornata di oggi.