Un centinaio di africani si sono introdotti nello stabile abbandonato con un blitz. Alcuni di loro sarebbero in cattive condizioni di salute
Sono un centinaio, quasi tutti africani (eritrei, etiopi, sudanesi e qualche somalo) e in gran parte con lo status di rifugiati, gli immigrati che da ieri sera occupano una casa abbandonata da sette anni e ormai fatiscente in via Lecco 9, all’angolo con viale Tunisia, nel centro di Milano.
La Questura ha precisato che gli occupanti si sono introdotti nello stabile con una sorta di blitz, aiutati da alcuni esponenti di un centro sociale, secondo quanto riferito da Radio Popolare. Alcuni degli immigrati sarebbero malati.
L’occupazione, iniziata in tarda serata di martedì, è proseguita senza incidenti né tensioni. Molti degli occupanti sono diplomati o laureati nei loro Paesi d’origine. L’occupazione, dicono, ha anche un valore simbolico: di protesta contro la mancanza di alloggi e assistenza per gli immigrati. La Questura si limita a un monitoraggio della situazione, senza azioni di forza.
L’assessore alle Politiche sociali del Comune, Tiziana Maiolo, a proposito della vicenda ha polemizzato con l’ex prefetto Bruno Ferrante, candidato sindaco alle primarie per il centrosinistra: «Chissà come si comporterebbe il vagheggiato assessorato all’Immigrazione del dottor Ferrante - ha detto la Maiolo - rispetto alla recentissima occupazione abusiva istigata dai soliti centri sociali in via Lecco.
Chiederebbe, come ha fatto invano il Comune in tanti anni, alla Prefettura di intervenire? E di fronte alla solita tiritera esibita dagli occupanti che, guarda caso, sono sempre tutti malati, con bambini, donne in gravidanza e anziani in carrozzina, andrebbe a controllare (ammesso che gli occupanti lo lasciassero entrare) per aiutare i veri bisognosi e assisterli o si berrebbe le fole dei centri sociali? E di fronte alla passività della Prefettura - conclude l’assessore - come si comporterebbe il sindaco Ferrante? Aprirebbe un tavolo o chiederebbe prima il ripristino della legalità?».
L’assessore regionale al Territorio, Davide Boni (Lega) chiede lo «sgombero immediato» della casa di via Lecco.
«Spero in un rapido intervento di chi sta sostituendo Ferrante e in un atteggiamento diverso dal buonismo prefettizio che abbiamo dovuto sopportare fino ad oggi» ha detto Boni.
«È necessario che la Prefettura, la Questura e il Comando Provinciale dei Carabinieri intervengano in maniera sollecita e decisa» ha aggiunto Riccardo De Corato, vice sindaco di Milano. «Milano - spiega De Corato - infatti non può da sola far fronte a questa situazione che, se pur problematica, va risolta nell’ambito della legalità e non con i metodi dei centri sociali».
L’occupazione «è la conseguenza - ha detto ancora il vice sindaco - di ciò che sta accadendo in via Cicco Simonetta dove da settimane un gruppo di immigrati di origine egiziana continua ad occupare uno stabile privato senza che ci sia stato alcun intervento da parte dell’ex prefetto Bruno Ferrante». «Non vorrei - conclude De Corato - che a Milano, dopo le vicende di Cicco Simonetta e Lecco, si riaprisse una nuova stagione di illegalità messa in atto dai centri sociali con l’alibi di trovare casa agli immigrati extracomunitari».
«L’occupazione abusiva non è un modo per affrontare e discutere i problemi» ha detto a sua volta Bruno Ferrante.
«Mentre condanno l’occupazione abusiva - ha aggiunto - occorre affrontare il problema rappresentato dagli occupanti e dedicare più attenzione ai tanti immobili pubblici e privati abbandonati e non utilizzati».