Un cittadino cubano, prima della scadenza del pds per turismo, comincia ad accusare dolori al polmone destro e, dopo alcuni esami viene ricoverato in ospedale dove gli viene riscontrata una malattia molto seria. Verbalmente gli viene sconsigliato il viaggio di rientro a Cuba, essendovi il rischio che si verifichi una perforazione polmonare, e gli viene detto che necessita di controlli mensili per un periodo di almeno 6 mesi. Durante la degenza, la polizia rifiuta di accettare la domanda di proroga del pds se non presentata personalmente dall’interessato ragazzo, che però è ricoverato in ospedale. Una volta dimesso, la polizia rifiuta di accettare la domanda di proroga del pds se non corredata di specifica dichiarazione medica di impossibilità a viaggiare.
Ma anche in presenza di questa eventuale dichiarazione la polizia non garantisce la proroga del pds
Di quanto potrebbe essere la proroga del pds nel caso venisse concessa?
La legge prevede espressamente in questi casi il diritto di inoltrare, tramite persona delegata, la domanda di rilascio o rinnovo del pds, laddove vi siano cause di forza maggiore che impediscono, come in questo caso, la presentazione personale del diretto interessato. Per la precisione, l’art.10, comma 4, del regolamento di attuazione di cui al D.P.R. 31 agosto 1999 n°394, prevede espressamente che, per i soggiorni da trascorrersi presso convivenze civili o religiose, presso ospedali o altri luoghi di cura, la richiesta del ps può essere presentata in questura dall’esercente della struttura ricettiva o da chi presiede le case, gli ospedali, gli istituti o le comunità in cui lo straniero è ospitato. Ma è fin troppo ovvio chetale norma debba a maggior ragione applicarsi a chi è costretto a rimanere ricoverato in ospedale.
Poiché l’autorità di polizia non è in grado di valutare autonomamente le condizioni di salute del soggetto (non avendo a diretta disposizione personale medico), lo potrà fare solo in base ad una certificazione specifica nella quale il personale medico intervenuto si assuma la responsabilità di attestare che vi è un rischio per la salute dell’interessato durante il viaggio. Solo in questo caso l’autorità di polizia ha il dovere di valutare, sia pure con discrezionalità, una proroga del permesso di soggiorno. Per quanto tempo? Finchè permane una situazione di rischio per il soggetto. Non tanto la necessità di cure (perché in linea teorica potrebbero essere assicurate anche nel paese di origine) quanto il rischio di compromissione della salute nel caso di trasporto.
La possibilità di richiedere e ottenere una proroga del pds è strettamente connessa ad una circostanziata certificazione sanitaria dalla quale non devono solo risultare le condizioni di salute, ma anche una specifica valutazione del rischio di compromissione o aggravamento delle condizioni di salute nel caso di viaggio (in questo caso, data la provenenza, di viaggio in aereo).
Consigliamo di rappresentare con precisione queste esigenze al personale medico curante, affinchè venga rilasciata una specifica certificazione (non dovrebbero esserci difficoltà) che difficilmente la Questura potrà mettere in discussione.