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Si rovescia barcone immigrati

da Il Tempo on line del 6 marzo 2006

Erano diretti a Lampedusa. Difficili le operazioni di soccorso

di Rosanna Li Mandri

Lampedusa — Il barcone strapieno è finito tra gli scogli. Troppo carico a bordo, troppo alte le onde per potere governare la carretta del mare ed evitare la collisione con le rocce di punta Calcarella, località a sud est di Linosa, isoletta delle Pelagie.
Panico a bordo ieri, nel tardo pomeriggio, per 300 clandestini, l’ennesimo carico umano partito dal Nord Africa alla volta della Sicilia. Il loro viaggio rischiava di trasformarsi in tragedia: il mare fonza cinque, ingrossato da un forte vento che soffiava da sud-est, ha messo a dura prova la resistenza del barcone, un "legno" bianco lungo poco meno di venti metri, che ha finito la sua corsa sugli scogli.
Nell’impatto alcuni degli immigrati sono rimasti feriti. Si tratta in gran parte di piccole contusioni. Solo uno degli extracomunitari ha riportato un trauma più serio alla testa e al torace ed ha un arto staccato. E’ stato trasportato in elisoccorso all’ospedale Cervello di Palermo dove è stato ricoverato in serata. Ad avvistare la carretta del mare erano stati alcuni componenti della missione dell’Icram, impegnati nell’avvistamento delle balene in transito nelle acque delle Pelagie.
«Abbiamo ricevuto la segnalazione - spiegano dalla Capitaneria di porto - e subito si è diretta sul posto una delle nostre motovedette». Poco dopo, viste le difficili condizioni meteomarine, un altro mezzo della Guardia costiera ha raggiunto punta Calcarella e si sono alzati in volo quattro elicotteri del 118. Si temeva il peggio, si temeva che l’incidente avesse provocato delle vittime. E che ci fossero dispersi.
Ma le ricerche condotte ieri dalle motovedette della Capitaneria e da un elicottero della Marina Militare dotato di un apparato di illuminazione notturna non hanno dato alcun esito. Anche oggi i mezzi saranno impegnati in una perlustrazione ad ampio raggio. Le operazioni di soccorso non sono state semplici, un po’ per le condizioni del mare, un po’ perché il carico di extracomunitari (nel gruppo c’erano anche otto donne) era sotto choc.
Alcuni di loro presentavano principi di assideramento. Con molta difficoltà gli immigrati sono stati condotti sulla terraferma. Saranno trasferiti il prima possibile a Lampedusa, al centro di prima accoglienza allestito sulla più grande delle Pelagie. Una struttura destinata a ritrovarsi ancora una volta al collasso, con 300 nuovi "ospiti" a fronte dei 190 posti disponibili. È dell’altro ieri l’ultima tragedia del mare verificatasi nel Canale di Sicilia, tra Malta e l’isola di Gozo. Un barcone si è rovesciato, forse per una lite tra i clandestini a bordo. I soccorritori hanno recuperato quattro superstiti e il cadavere di un immigrato; altri nove extracomunitari risultano dispersi.
Gli extracomunitari hanno riferito di essere partiti venerdì sera in 14 dalla baia di Armier, nella zona settentrionale di Malta, e di essere diretti in Sicilia.
Gli inquirenti hanno accertato che gli immigrati - originari del Sudan, della Costa D’Avorio e di altri paesi del Centro Africa - erano fuggiti nei giorni scorsi dai centri di detenzione di Safi e Hal Far, sempre sull’isola di Malta.

[ lunedì 6 marzo 2006 ]

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