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De Zulueta (Verdi): Ministro non apra Cpt di Gradisca

"Il Ministro dell’Interno accolga la richiesta di una moratoria dell’apertura del Centro di permanenza temporanea di Gradisca d’Isonzo fino all’inizio della nuova legislatura, al fine di procedere ad una serena valutazione sulla congruità e sulla funzionalità della struttura".
Lo chiede la senatrice dei Verdi Tana de Zulueta, che sulle disastrose condizioni del nuovo Cpt di Gradisca d’Isonzo ha presentato un’interrogazione urgente, a seguito della visita, effettuata il 30 gennaio, insieme al consigliere regionale dei verdi Alessandro Metz e ai parlamentari Giovanni Russo Spena (RC), Milos Budin (DS) e Alessandro Maran (DS).
"Una frettolosa apertura del Cpt di Gradisca" - dice la senatrice Tana de Zulueta - "rischia di rivelarsi una pericolosa provocazione".
Oltre i rilievi che abbiamo fatto sulla pesantezza delle strutture di contenimento del centro che sono incompatibili con le norme italiane ed europee a tutela dei diritti e della dignità delle persone trattenute, mi preme segnalare il rischio per l’incolumità degli ospiti creato proprio da queste strutture.
Durante la nostra visita abbiamo constatato la presenza di un gran numero di cancelli messi in modo da isolare le singole unità abitative. Questi cancelli, ci fu spiegato, sono destinati a rimanere chiusi durante le ore notturne e anche in altri orari, a discrezione dei gestori del centro.
I cancelli, però, sono privi dei sistemi di apertura a comando centralizzato previsti dalla norma. Allora delle due l’una: o quei cancelli dovranno essere lasciati aperti anche nello ore notturne quando è previsto che le persone trattenute rimangano sole, o la vita degli ospiti sarà stata messa in pericolo per l’assenza di vie di fuga. Dopo i tristi precedenti del rogo di Amsterdam in cui morirono 12 persone in attesa di espulsione, ma anche di quello del Cpt di Trapani dove morirono 6 persone nel dicembre 1999, questo è un rischio inaccettabile.” Come si legge nella interrogazione: "nel corso della visita è stato possibile constatare che all’interno dell’area abitativa del CPT si riscontra un impressionante utilizzo di possenti strutture di contenimento in acciaio dell’altezza di almeno cinque metri. ….
Tra l’altro, le linee guide per la prevenzione dei rischi antincendio nei centri polifunzionali per gli immigrati, emanata dal Ministro dell’Interno il 21 febbraio 05, prevedono che tutte le superfici finestrabili degli alloggi debbono risultare apribili, invece, le finestre del Centro non risultano apribili manualmente dall’interno.
Ma non solo.
Le stesse linee guida prevedono la predisposizione di zone sicure all’aperto dotate di recinzione antiscavalcamento, il cui accesso dovrà essere a comando centralizzato a distanza, mentre le porte, che separano le attuali strutture di contenimento esterno e interno in acciaio, sembrano predisposte per la sola chiusura manuale".
"Insomma" - dichiara la senatrice de Zulueta - "noi chiediamo al governo un atto di saggezza, ricordando che l’intera comunità locale isontina, attraverso le proprie istituzioni, a cominciare dal comune di Gradisca e dalla provincia di Gorizia, nonché la stessa Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia hanno espresso la loro ferma contrarietà all’apertura del Cpt di Gradisca d’Isonzo, e che la costruzione di una struttura di enormi dimensioni, destinata ad accogliere fino a 250 persone risulta del tutto incongrua anche alle finalità che la stessa legge Bossi-Fini assegna ai Cpt, visto l’assenza da anni di alcuna situazione di emergenza nell’area per quanto riguarda il fenomeno dell’immigrazione clandestina".
Tratto dal sito: http://www.ecquologia.it

[ venerdì 10 febbraio 2006 ]

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