|
|
Immigrazione: Misericordie, CPT diventino centri accoglienza
Firenze, 16 Gen - I Centri di permanenza
temporanea devono essere riconvertiti in luoghi di accoglienza e la loro
intera gestione deve essere affidata alle organizzazioni umanitarie,
affiancate dai volontari e dagli organi dello Stato che accertino lo status
degli ospiti e limitino la presenza delle forze dell’ordine. Così il
numero dei Centri potrebbe essere aumentato, eliminando il sovraffollamento
in strutture come quella di Lampedusa. Lo chiede, in una nota, la
Confederazione delle Misericordie d’Italia che sottolinea anche come la
normativa in tema di immigrazione prodotta dall’Unione Europea e dagli
stati nazionali ’’appare del tutto insufficiente ad assorbire la quantità
di cittadini extracomunitari che premono ai loro confini’’. Le Misericordie
italiane hanno 722 strutture diffuse su tutto il territorio nazionale con
oltre 600 mila confratelli e gestiscono i Cpt di Lampedusa, Crotone, Bari,
Modena e Bologna. Le risposte da dare al fenomeno migratorio, secondo le
Misericordie, ’’non possono prescindere dal concetto dell’accoglienza, a
cominciare dai Centri di permanenza temporanea che devono essere
trasformati da luoghi di trattenimento, nei quali vengono ospitati i
migranti a causa della loro condizione e non a causa di reati, in luoghi di
identificazione e smistamento nei quali possano essere assistiti
adeguatamente non ai fini dell’espulsione ma ai fini del corretto
inserimento nella societa’ civile’’. Questo cambio di rotta, prosegue la
nota, contribuirebbe ’’a rimuovere l’ostilita’ di larghissimi strati di
popolazione e di pubbliche amministrazioni verso l’apertura di nuovi Centri
che, nella logica dell’accoglienza, devono essere moltiplicati rispetto al
numero attuale eliminando le tragiche condizioni di sovraffollamento che
periodicamente si sono dovute sperimentare a Lampedusa o in altri centri’’.
[ martedì 17 gennaio 2006 ]
|
|